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Il delitto Matteotti

Film, cast, attori e registi

Il delitto Matteotti

Messaggioda franz75 » mar 12 dic 2017, 18:27

Film del 1973

Regia: Florestano Vancini
Sceneggiatura:Florestano Vancini, Lucio Manlio Battistrada
Musiche: Egisto Macchi

Personaggi ed interpreti (sono davvero una pletora, ergo scrivo solo i principali):

Giacomo Matteotti: Franco Nero
Benito Mussolini: Mario Adorf
Amerigo Dumini: Umberto Orsini
Filippo Turati: Gastone Moschin
Giovanni Amendola: Damiano Damiani
Antonio Gramsci: Riccardo Cucciolla
Piero Gobetti: Stefano Oppedisano
Cesare Rossi: Cesare Barbetti
Mauro Del Giudice: Vittorio De Sica
Umberto Tancredi: Renzo Montagnani
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La trama è presto raccontata: si tratta della ricostruzione dei fatti a partire dal 30 maggio 1924, data del famoso discorso alla Camera di Giacomo Matteotti, a tutti gli eventi che ne seguirono: il suo assassinio da parte di una squadraccia fascista, la reazione delle opposizioni parlamentari che formarono il cosiddetto "Aventino", il dipanarsi assai difficoltoso delle indagini, affidate a due integerrimi inquirenti ed infine la soppressione della libertà di stampa da parte dell'esecutivo fascista ed il vero e proprio inizio del cosiddetto "ventennio".
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Dico una bestemmia se ritengo questo film il vero e proprio film storico (quanto meno italiano) del decennio? Florestano Vancini, che aveva all'attivo una pellicola su di un controverso misfatto avvenuto verso la fine del ventennio fascista ("La lunga notte del '43"), firma a mio avviso un vero e proprio capolavoro. In sostanza, il film potrebbe tranquillamente ritenersi un documentario sceneggiato, tanta e la minuziosità con cui sono stati ricostruiti il contesto storico e l'ambientazione. Penso che una buona parte di quanto si ascolta nel film, sia stato in effeti ripreso da fonti autentiche, atti parlamentari o memorie dei protagonisti che fossero. Far parlare la nuda verità dei fatti è in effetti il massimo dell'eloquenza: dalla violenza del regime, alla drammatica incertezza sul da farsi che aveva colto le opposizioni "storiche" (il dubbio che un'azione più decisa avrebbe ucciso il fascismo nella culla, in effetti, resta, visto che nel Paese il sostegno al regime che si ebbe negli anni seguenti era ben al di là dal venire), dal franco massimalismo dei comunisti e del (proto)azionista Gobetti, all'onestà dei due magistrati che condussero l'inchiesta in un ambiente apertamente ostile (e ciò sia detto ad onore soprattutto del fascista Umberto Tancredi, cui la tenacia nel condurre l'inchiesta costò probabilmente la carriera). Tutto concorre a formare un quadro preciso ed emozionante della situazione dell'Italia del primo dopoguerra. Geniale l'idea di far iniziare il film con una carrellata di foto storiche che chiariscono fin da subito il contesto generale; ottima anche l'idea di incorniciare la pellicola con due storici discorsi parlamentari: quello del 30 Maggio 1924 con cui Matteotti denunciava i brogli e le intimidazioni che inquinarono le elezioni del precedente 6 Aprile e quello del 3 Gennaio 1925, con cui il Duce si assumeva "la responsabilità politica e morale" ("ma non quella penale", come notava Turati) di quanto accaduto e dava di fatto inizio alla dittatura. Non manca neppure, nel corso del film, l'accenno alle pesanti responsabilità delle varie forze che, di fatto, favorirono l'ascesa fascista: la monarchia (il sovrano dell'epoca è sempre in balìa degli eventi), gli industriali (il ricordo del cosiddetto "biennio rosso" era ancora molto forte ed essi si illudevano evidentemente di poter "governare" il fascismo a piacer loro) e lo sguardo non men che benevolo (almeno inizialmente) del Vaticano, che vedeva la possiblità di chiudere finalmente la dolorosa "questione Romana".
La ricostruzione storica si rivela minuziosa anche nell'abbigliamento e nell'aspetto dei personaggi rappresentati, così come la recitazione di un gruppo di attori in stato di grazia. Se all'inizio potrebe sembrare straniante la scelta di Franco Nero (protagonista di tanti western e tanti poliziotteschi del nostro decennio) per impersonare il coraggioso politico socialista, va detto che la somiglianza con l'originale è davvero impressionante. Per rimanere sulle somiglianze, direi che non c'è mai più stata un'incarnazione così fedele del Duce come quella data da Mario Adorf (altro attore molto in voga nei '70), anche se penso che una buona parte del successo di questa intepretazione sia dovuta al doppiaggio del grande Ivo Garrani (che, se non ricordo male, aveva a sua vlta impersonato Mussolini in un sceneggiato Rai relativo al processo di Verona dopo il 25 Luglio 1943...non so se fosse un qualcosa del nostro decennio, se qualche volonteroso lo volesse scoprire... ;): per facilitarvi la caccia ho anche trovato un piccolo pezzo commentato da Zatterin: ).
Dalle foto d'epoca, si può vedere anche la somiglianza con gli altri protagonisti: se la zuspa di capelli di Gramsci ci è nota da tutte le foto d'epoca (grandioso Cucciolla, con spiccato accento sardo d'ordinanza, nell'essere sempre il più estremista, mantenendo sempre un tono rispettoso e colloquiale) date un'occhiata anche alle foto di Turati, di Gobetti (sono abbastanza note anche queste, comunque) e di Del Giudice per rendervi conto di come Vancini non abbia davvero lasciato nulla al caso. Grandi anche i personaggi non immediatamente principali, come l'integerrimo Tancredi di Montagnani, o il sinistro capobanda Dumini di Orsini (che si presenta ad un commilitone, con un eloquente "piacere Dumini...otto omicidi").
Un film che cerco sempre di rivedere ogni volta che passa in TV...sempre più raramente, ahimé.
franz75
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da Sponsor Anni70 » mar 12 dic 2017, 18:59

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Re: Il delitto Matteotti

Messaggioda barbatrucco » mar 12 dic 2017, 18:59

Il filmato che hai postato è del '74 (c'è scritto a sinistra) e, correggendo l'erronea dicitura che sovrasta l'anno, forse voluta per questioni di spazio, è tratta da una puntata de I giorni della nostra storia, serie documentaria che si proponeva di ricostruire le vicende che portarono al fascismo e da questo alla Seconda Guerra Mondiale fino alla nascita della Repubblica.
Fu trasmesso, cosa impensabile oggi, all'interno della Tv dei Ragazzi, suppongo avendo in mente la fascia anagrafica più alta e pensando di poter interessare parte del pubblico adulto (i nonni, ad esempio :) ).
Infatti, è presente nella cronologia del celebre contenitore curata da Quick ed è stato anche riproposto più volte dalla stessa Rai Storia, come ultimamente ho segnalato anch'io nell'apposito tread delle riproposizioni televisive anni '70 (fra l'altro, domani pomeriggio dovrebbero trasmetterlo, controllerò).

Quanto al film, è uno di quelli visti diverso tempo fa di cui ho un ricordo positivo, ma da rivedere per poterne parlare a proposito.
Ultima modifica di barbatrucco il gio 27 dic 2018, 18:00, modificato 1 volta in totale.
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Re: Il delitto Matteotti

Messaggioda Whiteshark » mar 12 dic 2017, 22:35

Mario Adorf è stato sicuramente il miglior Mussolini, così come Bruno Ganz il miglior Hitler. Chapeau ad entrambi.
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Re: Il delitto Matteotti

Messaggioda franz75 » mer 13 dic 2017, 11:47

Grazie a Barbatrucco per la risposta (confeso che non avevo notato l'anno...mea culpa). Devo ripassare con più attenzione il post relativo alla TV dei ragazzi. In effetti, il livello della TV (dei ragazzi!) di allora comparato con quella odierna è davvero tristemente significativo...
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Re: Il delitto Matteotti

Messaggioda Insight » mer 13 dic 2017, 14:19

L'Aventino, purtroppo, fu un gravissimo errore delle opposizioni...
Il film l'ho visto da ragazzino una volta sola, non me lo ricordo...Ma presumo che sia ben fatto.
"Lo stolto continua a parlare mentre gli strumenti dicono molto più di questo, stai tranquillo e ascolta quello che non puoi esprimere" (andromeda57)
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Re: Il delitto Matteotti

Messaggioda Whiteshark » sab 23 dic 2017, 18:40

L'Aventino fu un assist a porta vuota a Mussolini, per fortuna ormai tutti lo riconoscono.
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Re: Il delitto Matteotti

Messaggioda franz75 » sab 15 dic 2018, 22:03

Segnalo che questo film sta andando in onda questa sera su La7.
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Re: Il delitto Matteotti

Messaggioda Whiteshark » dom 23 dic 2018, 20:17

Sempre bello rivederlo.
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