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F1 Stagione 1975

Ricordi, protagonisti, eventi e manifestazioni sportive

Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda Whiteshark » mar 13 ago 2019, 17:07

GP. MONACO (8 -11 Maggio 1975): PROVE


Evidentemente grandi appassionati del libro “Il giorno dello sciacallo”, i media si scatenano contro le corse nei circuiti cittadini nelle due settimane che passano tra il tragico GP. Di Spagna e quello di Montecarlo. Ovviamente è tutto un cavalcare l’onda dell’indignazione per far vendere qualche copia in più, e basterebbe guardare i tracciati per capirlo: la pista di Monaco “gira” a 136 di media, contro le oltre 160 del Montjuich, non ha rettilinei come quello del tracciato iberico in cui si arriva sui 280 orari, e soprattutto è allestita da persone competenti e responsabili che sistemano il tracciato nel migliore modo possibile. Ma quanto successo sotto l’egida del Generalissimo “impone” una caccia alle streghe, e così i malcapitati organizzatori monegaschi sono obbligati a montare tripli rails ovunque (anche alla vecchia stazione, una curva da 50 all’ora…..), a modificare la curva della Saint-Devote e a limitare (pare su richiesta della Ferrari nds) la griglia di partenza a sole 18 vetture.

Ad alimentare lo stato “babilonese” in cui versa la F1 una decisamente inopportuna uscita del presidente CSAI Rogano che, forse dimenticandosi del non trascurabile fatto di essere stato presente a Barcellona per tutta la durata del weekend e di non aver fatto nulla per impedire che la gara scivolasse verso la tragedia, decide di conquistare le prime pagine dei giornali con una sorta di “zibaldone” sulle modifiche tecniche da apportare alle monoposto, tra le quali spiccano la riduzione delle misure dei pneumatici e l’abolizione dell’alettone posteriore (!!!), il tutto senza intervenire sui propulsori. Alla lettura di un simile cumulo di sciocchezze anche Enzo Ferrari perde la pazienza e, con un breve articolo sul Corsera del 2 Maggio, commenta con la consueta maestria quelle che lui definisce “le sentenziose motivazioni del Sig. Rogano”, demolendole in poche righe. La riduzione del diametro gomme e l’eliminazione dell’alettone posteriore porterebbero ad un aumento della velocità massima di circa 50 Km/h sui rettilinei, rendendole contemporaneamente inguidabili in curva ed in frenata a causa della ridotta deportanza. In poche parole, delle “bombe volanti”. La frase di chiusura del Drake “….. sarebbe necessario parlare di meno e più a proposito”, è il “de profundis” a Rogano, che alle successive elezioni CSAI sarà scalzato da Fabrizio Serena. La “guerra grafologica” del periodo viene idealmente chiusa da Emerson Fittipaldi che, in un altro articolo sul Corsera del 1’ Maggio, spara a zero contro gli organizzatori della F1 in generale, accusati dal carioca di badare esclusivamente ai loro interessi, e contro la CSI, rea di limitarsi a biasimare e nulla più. Le parole di “El Rato”, comunque, un effetto lo sortiranno a breve: a Luglio il delegato Leguezec non sarà riconfermato nel suo incarico, sostituito da Gerard Crombac. Mentre si riveleranno alquanto sbagliate le righe di chiusura di Emerson “Non credo che correremo ancora molti anni a Montecarlo: con l’incremento delle prestazioni questa pista sarà esclusa dal giro internazionale”. Non ha evidentemente ancora capito, Emerson, che per non correre più a Montecarlo sarebbe “necessaria” una ripetizione di Le Mans 1955, visti i soldi che girano nella kermesse del Principato…..di questo clima tesissimo fa le spese per prima la Surtees che, “colpevole” di essersi presentata con degli adesivi riportanti un invito all’integrazione europea (una sorta di UE anticipata) posti sulle vetture, riceve l’ordine di toglierli immediatamente perché “sconvenienti”, pena la squalifica e l’esclusione dalla gara.

Dopo questa introduzione “armata”, finalmente si torna a correre, anche se…. in ritardo: le prove del giovedì mattina, infatti (la schedulazione monegasca prevede prove cronometrate giovedì mattina e pomeriggio, libere venerdì mattina, cronometrate al venerdì pomeriggio, riposo al sabato con le gare di contorno, libere alla domenica mattina e gara la domenica pomeriggio)., iniziano con 90 minuti di ritardo causa i lavori alla Saint-Devote non ancora conclusi.
Le vetture iscritte sono 26, e le andiamo ora a vedere: il Team McLaren conferma il solito trittico, con la M23/9 per Emerson Fittipaldi, La M23/8 per Jochen Mass e la M23/6 come muletto, esattamente uguali come configurazione a quelle viste in Spagna, ma con la particolarità (mutuata dalla McLaren versione USAC) di un comando manuale per indurire o ammorbidire la barra antirollio anteriore.

Uguali alla spagna le tre 007 del team Tyrrell, con il boscaiolo che conferma la 007/2 per Jody Scheckter, la 007/4 per Patrick Depailler e la 007/5 come muletto. Confermata anche qui nel Principato la scelta dei freni esterni.

Il Team Lotus conferma Ronnie Peterson sulla 72/R9 e Jacky Ickx sulla 72/R5, con laa 72/R8 confermata come terza vettura. Non cambia nulla la Brabham, che presenta le solite BT44B telai 1, 2 e 3 rispettivamente per Carlos Reutemann, Carlos Pace (appena diventato padre di Rodrigo Andrea, nato il 6 maggio) e muletto.

Tutto uguale anche alla March, con la 751/3 per Vittorio Brambilla e la 751/2 per Lella Lombardi. bardi. La 751/1, invece, resta a Bicester in quanto deve essere upgradata a livello di freni e masse radianti, che nel primo modello erano derivate direttamente dalla vettura di Formula 2.

Ormai spauracchio della Formula 1 viste le prestazioni sfoderate a Silverstone, e, in prova, al Montjuich, la Ferrari presenta le ormai standardizzate e stupende tre 312T, una delle quali, telaio 023, completamente nuova, per Niki Lauda. Clay Regazzoni ha il telaio 021, il muletto è sempre il telaio 018.

Dalle stelle alle stalle si passa al Team BRM, con Bob Evans che ha a disposizione la P201/05 come vettura titolare e la P201/02 come muletto, ovviamente senza alcuna modifica.

Grosse modifiche invece sulle tre vetture del Team Shadow, la DN5 2/A per Tom Pryce, la DN5 1/A per Jean Pierre Jarier e la DN5 3/A come muletto. A parte il passo accorciato di dieci centimetri, su tutte e tre le vetture sono montati bracci sospensivi di misure più grosse, vista la spiacevole abitudine dei due piloti “ombra” di appoggiarsi a rails o aversari.

Due vetture anche per il Team Surtees, inalterate rispetto alla splendida e sfortunatissima gara spagnola, con la T16/04-4 (vettura titolare) e la TS16/02-4 (come muletto) per John Watson.

Novità invece al Team Williams, dove i rapporti sempre più tesi tra Frank Williams ed Arturo Merzario fanno si che il fantino comasco venga retrocesso a seconda guida a vantaggio di Jacques Laffite, al quale viene affidata la nuova FW04, con varie modifiche dopo il “non debutto” in terra di Spagna, e che è stata provata dalla nuova prima guida del Team a Goodwood ad inizio settimana. Per Merzario, quindi, sempre più cupo e silenzioso con il patron Frank, la “vecchia” FW03.

Il drammatico incidente di Rolf Stommelen, e la relativa distruzione del telaio numero 2, fanno si che il Team Embassy Hill si presenti a Montecarlo con una sola vettura nuova, la GH1/1, nelle mani del patron Graham Hill, che su una pista per lui magica (5 successi) cerca l'ultima qualifica prima di appendere il casco al chiodo. Sulla vettura di “Baffo” si nota subito la modifica dell'attacco dell'alettone posteriore, che dopo la tragedia spagnola (ma già al Glen nel 1974 c'era stato un problema simile, irresponsabilmente trascurato nds) non è più in vetroresina ma in metallo. La Lola T370/HU3 1974 funge da muletto.

Chi invece raddoppia è il Team Hesketh, ma per motivi puramente economici: i creditori, infatti, iniziano a bussare con insistenza alla porta del Lord inglese, e così la squadra si vede “costretta” ad affittare la 308/3, in genere muletto di Hunt, al debuttante svedese Torsten Palm, fratello del plurivittorioso navigatore Gunnar Palm (vincitore, tra gli altri, del rallye di Montecarlo 1963 e del Safari 1972), che dopo una onesta carriera in Formula 3 si vede proiettato, grazie ad un pool di sponsor capitanati dall'allora famosissima Polar Caravans, nella massima Formula. Hunt accetta di buon grado (?) e si tiene la 308/2, ripristinata dopo il botto alla Rosaleda, mentre sulla 308/1 si ripresenta, sempre sotto le insegne del Team Stiller/Walker, Alan Jones.

Verificato che le numerose botte prese e date al Montjuich Park hanno lesionato la monoscocca, il Team Parnelli si presenta nel Principato con una vettura nuova di zecca, la VPJ4/3, che diventa la vettura titolare di Mario Andretti, con la VPJ04/1 confermata come muletto. Muletto che invece, stranamente, non porta il Team Penske , che affida a Mark Donohue la PC1/01.

Completano il quadro dei partecipanti la Copersucar FD/02 di Wilson Fittipaldi, e la Ensign N174/MN02 di Roelof Wunderink.

Alle 10.32 di giovedì 8 maggio, finalmente, tutte le polemiche, le chiacchiere, gli sciacallaggi e le difese d'ufficio cedono il posto al...rumore dei motori, che si tramuta subito in rumore “boxer”: le due Ferrari 312T, infatti, menano da subito una danza infernale, con Regazzoni e Lauda davanti a tutti. Lo svizzero, però, sta evidentemente “tirando” troppo ed inaugura quella che sarà una pratica seguitissima in questo weekend, ossia andare a rails. Per la verità, Clay si “limita” ad andare in testacoda all'uscita della variante delle piscine, senza toccare nulla, ma purtroppo per lui (e per John Watson nds) ostruisce quasi completamente il passaggio. L'irlandese della Surtees crede di passarci, ma sfortunatamente non è così, e la TS16 urta sia il musetto della Ferrari (distruggendolo) che i rails con le sospensioni di destra (distruggendole e piegando la scocca). Il depresso irlandese, che proprio il giro prima aveva fatto la sua migliore prestazione con 1'32”15, deve così raggiungere a piedi i boxes e per lui la prima sessione è finita qui, in quanto il muletto deve essere completamente settato. Regazzoni, invece, riesce ad arrivare ai pits al ralenti con danni, come detto, al musetto ed alla sospensione, e prosegue le prove col muletto, che al contrario del Team Surtees è perfettamente equivalente alla vettura titolare. E la dimostrazione di questo la dà il tempo che Clay ottiene alla fine delle prove, che è la pole position provvisoria: 1'27”70, e messa su carta della disarmante prepotenza delle rosse di Maranello, che palesano subito una agilità eccezionale (data dal passo corto), abbinata ad una stabilità “da B3” e cavalleria da vendere in uscita di curva. Stupisce quindi il non trovare Lauda vicino o davanti al compagno di squadra, ma Niki decide di “dedicare” questa prima sessione esclusivamente alla messa a punto per la gara, e gira quasi sempre col pieno di benzina. Il tempo ottenuto da Lauda, 1'28”57, gli vale comunque la terza posizione, alle spalle di un superlativo Peterson, che di puro “piede” riesce ad abbattere, unico assieme a Regazzoni, il muro di 1'28”, girando in 1'27”93 e rifilando due secondi (2”02 per l'esattezza nds) allo svogliatissimo compagno Ickx.

Dietro Regazzoni, Peterson e Lauda, quarto posto per un ottimo Depailler (1'28”61), e quinto, ed ultimo sotto 1'29”, per il sorprendente Pryce, accreditato di 1'28”91. Sesta piazza per l'altra Shadow di Jarier con 1'29”18, davanti ai futuri compagni di squadra 1976 Hunt (1'29”23) e Mass (1'29”25). A chiudere i primi dieci Scheckter, che rompe il cambio verso la fine delle prove e si ferma a 1'29”52, e Carlos Pace, che conferma il periodo di relativa scarsa vena del Team MRD-Brabham e chiude in 1'29”57.

Il gruppo dei piloti che sono riusciti ad abbattere il “muro” di 1'30” si completa con il già citato Ickx (1'29”95) ed il positivo Vittorio Brambilla (1'29”99). Tredicesima piazza per un Fittipaldi in grande difficoltà nel mettere a punto una M23 misteriosamente inguidabile che non gli permette di fare meglio di 1'30”03, davanti ad Andretti. L'americano, nell'occhio del ciclone dopo i fatti spagnoli, è lungamente nella top five con 1'30”32, poi rompe il cambio della sua Parnelli e deve proseguire le prove col muletto fermandosi però ad un mediocrissimo 1'35”54 a causa dei rapporti del cambio sbagliati ed un setting inadatto (non tutti sono la Ferrari nds...). Dietro all'americano un altro grande deluso della prima sessione, ossia Carlos Reutemann, fermo a 1'30”55, e che completa la sua non certo eccelsa prima sessione arrivando lungo alla chicane del porto a causa di un cortocircuito che blocca la pompa della benzina, cosa che lo obbliga ad una lunga passeggiata fino ai box dove lo attende il muletto.

Sedicesima piazza per il sempre positivo Alan Jones (non dimentichiamoci che è un “quasi debuttante” nds), che senza il minimo errore chiude la sessione al sedicesimo posto con 1'30”82, davanti a Donohue con 1'31”38. Ultimo dei qualificati, e abbastanza sorprendentemente vista la pochezza della sua vettura, è Bob Evans, che sfrutta al meglio la capacità della P201 di trovare facilmente il giusto assetto e termina diciottesimo con 1'31”79. Al momento il primo dei non qualificati risulta essere Merzario, che, reduce dal secondo posto in coppia con Ickx nella gara di Spa del mondiale Sport, pare aver ereditato dal belga quella micidiale mistura di svogliatezza e sufficienza e, sulla vecchia Williams e palesemente in rottura con Frank, si ferma a 1'32”00, lamentando una lunga sosta ai box a causa della rottura di un tubo dei freni. Dietro al comasco il già citato Watson, Wilson Fittipaldi (1'33”18), Wunderink (1'33”52), Lella Lombardi, che dopo aver ottenuto 1'33”55 va a sbattere alla Saint Devote e perderà sia gli ultimi venti minuti della prima sessione che tutta la seconda attendendo che la sua March sia riparata. Solo ventiquattresimo Jacques Laffite, che, desideroso di far vedere a Williams che non ha sbagliato a farlo diventare prima guida, parte subito a tutta, e dopo aver ottenuto 1'33”71 (in quel momento tempo discreto nds) al Casinò fa....”casino” col cambio e parte in testacoda concludendo le sue giravolte contro il guardrail e demolendo il posteriore della sua vettura. Anche per il fantino francese le prove per oggi sono finite. Assai poco eleganti, bisogna dirlo, gli sghignazzi di Merzario quando gli vengono comunicate le disavventure del compagno di squadra (tra l'altro anche nel mondiale sport con l'Alfa 33TT12 nds).

Chiudono il plotone Torsten Palm, che almeno non fa danni ma gira lentissimo e termina la prima sessione con 1'36”13, e “Baffo” Hill, che fa due giri in tutto (migliore in 1'40”00 nds) prima di rompere il motore al Portier e terminare qui la sessione, visto che anche per il cinque volte vincitore a Montecarlo il muletto è completamente da assettare. Anche in queste cose, come detto sopra, emerge la differenza abissale tra la Ferrari ed i Teams minori, differenza che si amplifica nella seconda sessione, che inizia alle 13.30, con Lauda che, sportivamente “arrabbiato” per il miglior tempo ottenuto da Regazzoni, si scatena, e dopo venticinque minuti di prove “massacra” gli avversari con un 1'27”16 che non ammette alcuna replica. Ma a Montecarlo l'errore è sempre dietro l'angolo, ed al giro successivo Niki va a sbattere all'ingresso delle Piscine (zona evidentemente indigesta ai ferraristi nds), a causa del piede destro che rimane incastrato tra il pedale del gas e quello del freno: stavolta i danni sono più pesanti rispetto a quelli di Regazzoni, col musetto distrutto e tutta la parte anteriore divelta, e per l'austriaco, col muletto già in mano a Regazzoni, non rimane altro da fare se non......salire sulla vettura titolare del compagno di squadra e che nel frattempo i bravissimi meccanici di Maranello hanno rimesso in ordine. L'austriaco non tocca l'assetto del compagno di squadra, ma comunque riesce a fare anche con questa vettura un “tempone”, 1'27”62, come dire che l'austriaco sarebbe in prima fila da solo. Clay, che a differenza del compagno di squadra dedica a questa sessione la messa a punto per la gara, si ferma ad 1'28”22, restando comunque in prima fila provvisoria grazie al crono della mattinata.

Dietro ai missili di Maranello, in questa sessione si assiste alla resurrezione di due piloti vincitori di Gran Premi in stagione, ossia Pace e Scheckter: “El Mojo” chiude col secondo (anche se sarebbe il terzo nds) miglior tempo di sessione in 1'27”95, un centesimo avanti al sudafricano che con la vettura alla quale è stato sostituito il cambio sale in terza piazza di sessione, una terza piazza però distante ben otto decimi dalla pole.

Alle spalle di Jody il già citato Regazzoni, seguito dalla prima Shadow di Jarier, che scende a 1'28”33 (e siamo già oltre il secondo...nds) e ristabilisce almeno temporaneamente le gerarchie con l'ormai scomodo compagno Pryce. Dietro al francese della Shadow un altro francese, con Depailler che in pratica conferma il tempo della prima sessione con 1'28”60, un solo centesimo avanti a Mass, che continua ad ottenere ottime prestazioni, specie se rapportate al compagno Fittipaldi. Ottimo ottavo Vittorio Brambilla, che si esalta su queste piste ed ottiene 1'28”80, davanti ad un “sospetto” Donohue (sospetto in quanto il suo crono non lo ha rilevato nessuno nds) con 1'28”83 (che addirittura all'inizio risultava 1'28”33 prima della correzione nds) e ad Andretti che con 1'28”96 (ottenuto col muletto, mentre con la vettura titolare l'americano fa solo qualche giro di shakedown fermandosi a 1'32”10 nds) chiude sia la top ten che i piloti che hanno abbattuto il muro di 1'28”.

Undicesima piazza per Jacky Ickx, che con 1'29”02 si garantisce o quasi la sicurezza di qualificarsi, davanti a Pryce (1'29”05), Peterson che gira con molta benzina cercando il miglior assetto corsa e si ferma a 1'29”13, un irriconoscibile Reutemann che si “becca” 1”3 da Pace che ultimamente gli è sempre davanti, e Hunt che dopo aver ottenuto 1'29”46 esce di strada al Portier rompendo musetto e relativo telaietto di sostegno. Il team è senza muletto ed il furibondo inglese deve chiudere qui le sue prove senza migliorare il suo tempo. Tra coloro che migliorano ma restano desolatamente nelle retrovie vi è ancora Fittipaldi, ammirevole nel non buttare subito via tutto il sistema di regolazione e cercando di metterlo a punto, ma implacabilmente inchiodato nelle retrovie: a fine giornata il suo 1’29”72, ultimo crono sotto 1'30”, vale il sedicesimo e terzultimo posto, una classifica desolante per il campione del mondo in carica su una pista in cui due anni prima ha dato autentico spettacolo in una incredibile battaglia con Stewart durata tutta la gara.

I due ultimi qualificati provvisori sono Jones (1'30”23), e Merzario (1'30”29), col comasco che ritorna “per caso” prima guida ma solo perchè la vettura di Laffite è al momento inservibile. La posizione di Arturo è comunque ad alto rischio, in quanto alle sue spalle c'è Watson, che è lungamente davanti a lui con 1'31”03 prima di uscire ancora di strada e danneggiare l'alettone posteriore, cosa che conclude di fatto le sue prove. Dietro all'irlandese un plafonato Evans (la sua vettura ha già raggiunto il limite nds) fermo a 1'31”42, la Ensign di Wunderink a 1'31”60, e poi, assai più distanziati, Wilson Fittipaldi con 1'33”22, un Graham Hill inevitabilmente “fuoritempo” con 1'34”27 e la Hesketh di Palm con 1'34”82, con la Lombardi e Laffite che come già detto non girano in quanto senza macchine.

Si chiude così la prima giornata di prove, scandita da numerosi incidenti e dalla schiacciante superiorità delle Ferrari 312T, che ha di colpo reso obsolete tutte le concorrenti.


CLASSIFICA PROVVISORIA (tra parentesi la sessione dove è stato realizzato il tempo):

1' Niki Lauda (Ferrari 312T) 1'27”16 (II)
2' Clay Regazzoni (Ferrari 312T) 1'27”70 (I)
3' Ronnie Peterson (Lotus 72E-Cosworth) 1'27”93 (I)
4' Carlos Pace (Brabham BT44B-Cosworth) 1'27”95 (II)
5' Jody Scheckter (Tyrrel 007-Cosworth) 1'27”96 (II)
6' Jean Pierre Jarier (Shadow DN5-Cosworth) 1'28”33 (II)
7' Patrick Depailler (Tyrrell 007-Cosworth) 1'28”60 (II)
8' Jochen Mass (McLaren M23-Cosworth) 1'28”61 (II)
9' Vittorio Brambilla (March 751-Cosworth) 1'28”80 (II)
10' Mark Donohue (Penske PC1-Cosworth) 1'28”83 (II)
11' Tom Pryce (Shadow DN5-Cosworth) 1'28”91 (I)
12' Mario Andretti (Parnelli VPJ4-Cosworth) 1'28”96 (II)
13' Jacky Ickx (Lotus 72E-Cosworth) 1'29”02 (II)
14' James Hunt (Hesketh 308-Cosworth) 1'29”23 (I)
15' Carlos Reutemann (Brabham BT44B-Cosworth) 1'29”25 (II)
16' Emerson Fittipaldi (McLaren M23-Cosworth) 1'29”72 (II)
17' Alan Jones (Hesketh 308-Cosworth) 1'30”23 (II)
18' Arturo Merzario (Williams IR/02-Cosworth) 1'30”29 (II)
19' John Watson (Surtees TS16-Cosworth) 1'31”03 (II)
20' Bob Evans (BRM P201) 1'31”42 (II)
21' Roelof Wunderink (Ensign N174-Cosworth) 1'31”60 (II)
22' Wilson Fittipaldi (Copersucar FD02-Cosworth) 1'33”18 (I)
23' Lella Lombardi (March 751-Cosworth) 1'33”55 (I)
24' Jacques Laffite (Williams FW04-Cosworth) 1'33”71 (I)
25' Graham Hill (Lola T370-Cosworth) 1'34”27 (II)
26' Torsten Palm (Hesketh 308-Cosworth) 1'34”88 (II)


Il venerdì le condizioni climatiche sono le stesse, con sole e temperatura perfetta, il che significa che i tempi scenderanno ancora. Sopratutto è la lotta per la qualificazione ad apparire incandescente, ed appare chiaro agli addetti ai lavori che per essere certi della qualificazione bisogna scendere sotto il minuto e 29 secondi, mentre su 1'30” si ha la certezza di non qualificarsi. Altre novità arrivano dalla Shadow, che decide di montare un cambio Hewland più robusto (anche se più pesante di 15 kg.) su entrambe le vetture, dopo aver verificato che sia sulla vettura di Jarier che quella di Pryce la trasmissione era prossima alla rottura. Infine, la direzione corsa comunica che lo sfalsamento della griglia di partenza non sarà più di cinque metri ma di ben 12.

Le prove iniziano alle 8.45, e tra i primi a scendere in pista ci sono le due 312T, alle quali in serata sono stati sostituiti i motori per mettere i due piloti nelle migliori condizioni possibili. Niki, però, decide di “sfiancare” psicologicamente gli avversari, e non cerca il limite ma si limita a fare prove di pneumatici e freni col pieno di carburante, non volendo “informare” gli avversari su quale sia il suo vero limite di rendimento. Chi invece ammattisce è Clay Regazzoni, che litiga fin da subito con un motore che funziona a undici cilindri a causa di un iniettore che non vuol saperne di funzionare correttamente. Per la prima mezz'ora non succede praticamente nulla, se non la certezza dell'esclusione dalla griglia di partenza di Wilson Fittipaldi, che dopo aver segnato 1'33”02, comunque più di tre secondi lontano dal tempo necessario per qualificarsi, rompe un semiasse alle piscine e chiude qui sia la sessione che il weekend, un weekend quantomai “nero” per la vettura brasiliana, che appare decisamente lontana dai più elementari standard di competitività malgrado un budget che la quasi totalità dei Teams si sognano.

I 25 rimasti per i 18 posti in griglia diventano rapidamente 24 quando la nostra Lella Lombardi, scesa fino a 1'32”20, “perde” la quarta marcia e malgrado diverse soste ai box non riesce più a migliorare. Molto sportivamente l'alessandrina a fine prove dichiara “Non sarei mai riuscita a fare il tempo qualificazione, ma senza il problema alla quarta marcia sarei potuta arrivare a 1'31” basso o 1'30” alto. Purtroppo l'uscita di pista di ieri mi ha contratta e non sono mai riuscita a guidare in modo fluido, peccato perchè la macchina, a parte il problema al cambio, non andava affatto male”. Chi invece va malissimo è la Ensign di Wunderink, che arrivato al momento di tentare giri veloci per cercare una comunque quasi impossibile qualifica si trova col cambio rotto e si ferma ad 1'33”06, rimanendo lontanissimo dai tempi necessari per la qualificazione.

I 23 piloti rimanenti si giocheranno invece fino alla fine la possibilità di partire nel gran premio monegasco. Tra coloro che non ci riescono, ma meritano sicuramente un plauso, vi è Torsten Palm, che senza fare errori su una pista terribile come Montecarlo riesce a togliere quasi tre secondi dal tempo del giorno precedente: il suo 1'31”95 è lontanissimo dai tempi di qualifica, ma il modesto pilota svedese di sicuro non ha nulla da rimproverarsi.

Ultimo pilota a non abbattere il muro del 1'30”, ossia la soglia minima per la qualificazione, è Bob Evans, che con un giro “della disperazione” riesce a scendere a 1'30”33, che comunque non basta, e di parecchio, per partire. Per la squadra dell'infortunato Louis Stanley, anche quest'anno stabilmente sotto l'albero alla Rascasse (l'ex curva del gasometro nds) in carrozzella (causa una gamba ingessata nds), un'altra non qualificazione che, in un fine settimana dove la Matra annuncia che entro l'anno fornirà i suoi V12 alla Shadow e l'Alfa Romeo conferma la fornitura per il 1976 al team MRD-Brabham dei suoi 12 cilindri boxer, ha il sapore del “Sunset Boulevard” di Billy Wilder, e nel quale sia il boss BRM che la sua signora fanno la stessa parte di Gloria Swanson che esclama “Sono grande....E' la Formula 1 che è diventata piccola......”.

Per gli altri piloti, come detto, mezz'ora sonnecchiosa, poi a svegliare tutti dal torpore ci pensa Mark Donohue, non per un “tempone”, ma per un inconveniente quasi comico: la Penske numero 28, subito dopo aver fatto il suo best lap in 1'28”81, due centesimi meglio del giorno precedente, arriva lunga alla Saint Devote e finisce sullo sporco, Donohue non riesce a fermarsi e parte in testacoda, picchiando sui rails con la parte posteriore sinistra. Immediatamente la gru (ce ne è una ad ogni curva del tracciato, a dimostrazione della sopraffina organizzazione nds) solleva la vettura biancorossablu numero 28 per metterla in sicurezza, ma a questo punto avviene il patatrac: il braccio della gru tocca un palo della luce e lo disintegra, disseminando pezzi di metallo e frammenti di vetri per tutta la curva. Lo stop per ripulire il tracciato è inevitabile, ed esce la bandiera rossa. Quando, dieci minuti dopo, e quando ne mancano 27 alla fine della sessione, le prove riprendono, sembra che tutti i piloti siano stati attraversati da una scossa e da subito si attaccano i tempi, sia nelle prime posizioni che nella lotta selvaggia in coda per qualificarsi: Tra i 21 piloti però si conferma la “latitanza” sportiva di Clay Regazzoni, che dopo aver cambiato gli iniettori è vittima di problemi di accensione che fanno andare il suo boxer a singhiozzo: quando “scintilla” Tramonti riesce a risolvere il guaio mancano solo dieci minuti a fine prove, e causa anche il grande traffico il ticinese riesce a scendere di soli 15 centesimi portandosi a 1’27”55, che gli vale la sesta piazza. A meno di 15' dalla fine arriva la prima vera insidia alla pole di Niki Lauda, con Jarier che si porta a 1’27”25, seguito subito dopo da Peterson con 1’27”40. Due giri “della morte” sia per il francese (che aveva anche effettuato nei primi giri lo shakedown al muletto ottenendo un tempo altissimo di 1'37”26 nds) che per lo svedese, ma fanno si che Lauda, deciso ad “anNikilire” i suoi rivali interrompa le prove in assetto gara e cambi gomme. Tre giri veloci ed al quarto il “de profundis” sulle qualifiche: 1’26”40, un tempo stratosferico, a solo un decimo dalla pole dell’anno precedente ottenuta con la pista non modificata, e che soprattutto “uccide” psicologicamente i rivali in quanto non si riesce a capire quale sia il vero limite di Lauda, che si “limita” ad andare un po’ più forte di prima quando si sente minacciato. Terminato lo show, Niki dedica gli ultimi minuti a prove di freni, lasciando gli altri a scannarsi. E tra “gli altri” emerge sorprendentemente uno splendido Tom Pryce che a meno di cinque minuti dal termine delle prove si issa in seconda posizione con un eccellente 1’27”09. Ma la sorpresa più grossa deve ancora arrivare: Con due giri fantastici, il penultimo e l’ultimo, un eccezionale Vittorio Brambilla toglie oltre 1” al suo miglior tempo precedente, e sale al quinto posto assoluto con 1’27”50, davanti a Regazzoni. La quarta fila vede Scheckter e Pace (un po’ distratto per aver ricevuto in mattinata la notizia della nascita del secondogenito Rodrigo) scambiarsi le posizioni, con Jody settimo (1’27”58) e Carlos ottavo (1’27”67). La quinta fila vede il parziale riscatto dei due grandi assenti del venerdì: Fittipaldi, dopo un carosello di regolazioni, viene parzialmente a capo dei problemi di assetto e riesce proprio all'ultimo giro a segnare 1’27”77, due secondi meglio del giorno prima, davanti a Reutemann (1’27”93). Undicesimo è Hunt (1’27”94), mai a suo agio nel Principato, che precede un Depailler bloccato nell’ultima parte delle prove dalla rottura del motore e fermo a 1’27”95. Segue Andretti, che malgrado due uscite di strada (una alla chicane con la vettura titolare e l'altra al Portier con il muletto) ottiene un discreto 1’28”11 (col muletto, mentre con la vettura titolare Mario aveva girato in 1'28”24 nds), davanti ad un Ickx che trova nel finale la voglia per un ultimo colpo di reni che lo porta a 1’28”28, davanti ad un opaco Mass (1’28”49) e al già citato Donohue.

Per gli ultimi due posti è lotta selvaggia. A metà sessione sembra che Graham Hill, con 1’29”49, ce la possa fare, e di sicuro Grace Kelly ed il principe Ranieri sarebbero i più felici di tutto il paddock. Ma “Baffo”, pur avendo avuto (pare) un "super Cosworth" tramite la McLaren, è arrivato al suo limite, e non riuscirà più a scendere da quel tempo. Cosa che riesce a John Watson che, con la Surtees ricostruita, comincia le prove in ritardo ma trova un buon bilanciamento e dopo 50’ segna un 1’28”90 che vuol dire 17’ posto. Per l’ultima piazza Hill è davanti fino a dieci minuti dal termine, poi il suo sogno di partecipare all’ultima gara in carriera crolla sotto i colpi del duo Williams: prima Laffite fa 1’29”28, e poi Merzario 1’29”32 (“colpa di Evans che avevo davanti negli ultimi dieci minuti” dice Merzario, che però alla logica domanda del giornalista “Ma non potevi fare qualche giro piano per lasciarlo andare via ed avere pista libera ?” non risponde nds) che comunque significa esclusione. Frank Williams si appresta già ad esultare quando Alan Jones, con una rabbiosa tornata, lo ammutolisce: 1’29”12 e ultimo posto preso per i capelli.

La lotta per la qualifica è stata senz’altro più entusiasmante di quella per la pole, mai in discussione seria vista la supremazia palesata da Niki Lauda e la sua 312T, che logicamente non può non essere considerato il grande favorito.

Le squadre si concedono finalmente un po’ di riposo il sabato, che porta l’unica insidia che pare possibile per Lauda: le previsioni per domenica parlano di pioggia.


GRIGLIA DI PARTENZA:

FILA 1:
#12 Niki Lauda (Ferrari 312T) 1’26”40
#16 Tom Pryce (Shadow DN5-Cosworth) 1’27”09

FILA 2:
#17 Jean Pierre Jarier (Shadow DN5-Cosworth) 1’27”25
#5 Ronnie Peterson (Lotus 72E-Cosworth) 1’27”40

FILA 3:
#9 Vittorio Brambilla (March 751-Cosworth) 1’27”50
#11 Clay Regazzoni (Ferrari 312T) 1’27”55

FILA 4:
#3 Jody Scheckter (Tyrrell 007-Cosworth) 1’27”58
#8 Carlos Pace (Brabham BT44-Cosworth) 1’27”67

FILA 5:
#1 Emerson Fittipaldi (McLaren M23-Cosworth) 1’27”77
#7 Carlos Reutemann (Brabham BT44-Cosworth) 1’27”93

FILA 6:
#24 James Hunt (Hesketh 308C-Cosworth) 1’27”94
#4 Patrick Depailler (Tyrrell 007-Cosworth) 1’27”95

FILA 7:
#27 Mario Andretti (Parnelli VPJ4-Cosworth) 1’28”11
#6 Jacky Ickx (Lotus 72E-Cosworth) 1’28”28

FILA 8:
#2 Jochen Mass (McLaren M23-Cosworth) 1’28”49
#28 Mark Donohue (Penske PC1-Cosworth) 1’28”81

FILA 9:
#18 John Watson (Surtees TS16-Cosworth) 1’28”90
#25 Alan Jones (Hesketh 308C-Cosworth) 1’29”12
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da Sponsor Anni70 » ven 6 set 2019, 20:53

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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda Whiteshark » ven 6 set 2019, 20:53

GP MONACO: GARA

1’ – 19’ GIRO: Le paure del Team Ferrari si rivelano fondate, e la domenica mattina accoglie piloti, squadre e spettatori sotto un cielo plumbeo, una temperatura polare e pioggia battente. Grande tensione nel box di Maranello: con l’asciutto i tempi fatti da Lauda quasi con facilità erano garanzia, in caso di affidabilità, di vittoria a mani basse, l’acqua invece rimescola tutte le carte. A far da contraltare al palese nervosismo degli uomini in rosso (Montezemolo in testa) le espressioni gioiose dei Teams inglesi. Caricatissimi da queste nuove condizioni atmosferiche, Jarier e Peterson si scatenano, ottenendo i due migliori tempi (rilevamento ufficioso) nelle libere del mattino, con lo svedese in particolare che entusiasma i fradici spettatori con la sua guida al limite. Ottimo terzo però Lauda, che si “isola” dallo stato di alterazione che pervade il Team e, con la massima calma, riassetta la sua vettura per la pista bagnata risultando comunque molto veloce e costante. Chi invece si caccia in un mare di guai è Vittorio Brambilla: la sua March prende il “raffreddore”, ed il monzese passa tutta la sessione cercando di rimediare ad una sequela di accensioni irregolari che non fanno prendere al motore più di 9500 giri, oltre a lasciarlo a piedi a fine sessione Miracolato dall’acqua è invece Fittipaldi, ottimo quinto dietro alla seconda Shadow di Pryce. In crisi, invece, i due americani Andretti e Donohue, le cui vetture sono state ricostruite dopo i “botti” del venerdì, rispettivamente tredicesimo e diciottesimo.

Mentre le vetture si iniziano a schierare la pioggia si riduce a finissime goccioline, e sulle alture che circondano il Principato si vede uno squarcio di luce nel grigio generale. Il vento però è assente. Che fare ? La maggior parte dei piloti opta per un assetto “misto”, compromesso tra bagnato ed asciutto, mentre chi è più indietro gioca d’azzardo, scegliendo o soluzione completamente “da bagnato” (come Donohue e Watson) o completamente da asciutto (come Depailler).

A dieci minuti dalla partenza tutte le vetture sono schierate: non piove più, la pista è bagnatissima e fa un freddo cane. Mai come oggi il Principato è una roulette. Le vetture si avviano per il giro di ricognizione senza sorprese dell’ultimo minuto, ed alle 15.34, scatta la corsa: Tutta la pressione è sulle spalle di Lauda, ma l’austriaco, cresciutissimo anche in questo rispetto alla scorsa stagione, centra una partenza perfetta e alla Saint-Devote gira per primo. Chi invece parte malissimo è Pryce, che pattina mostruosamente e “blocca” Peterson, permettendo così alla fila di fianco di passare agevolmente. Jarier, quindi, esce da Saint-Devote in seconda posizione, davanti allo splendido Brambilla, Peterson, Pryce, Scheckter, Regazzoni, Pace, Fittipaldi, Depailler, Hunt, Andretti, Ickx, Reutemann, Mass, Watson, Donohue e Jones che chiude il plotone. Jarier, annusata la grande occasione e completamente accecato dalla foga, cerca di affiancarsi a Lauda sulla salita che porta al Casinò, e quando la Ferrari (peraltro avanti di tutta la macchina), fa la sua traiettoria obbligandolo ad alzare il piede, il francese (evidentemente con l’interruttore del cervello disattivato) si mette a sbracciarsi e fare i pugni all’austriaco, forse dimenticando che staccare una mano dal volante su pista bagnata nella salita del Casinò con dietro 16 macchine al primo giro non è igienico per la salute. Dietro la Shadow N.17 Brambilla viene messo subito nel mirino dallo scatenato Peterson, che esce più rapido dal casinò, si appaia alla March-Beta del monzese ed al Mirabeau passa all’interno in terza posizione. Al tornante della vecchia stazione Lauda è sempre primo con Jarier attaccato all'alettone posteriore della 312T, terzo è Peterson seguito da Brambilla. Il monzese, però, viene affiancato all'interno, con una manovra veramente al limite, da Pryce, che in uscita dal tornante sbanda vistosamente e colpisce con la sua ruota posteriore sinista l'anteriore destra della March 751, danneggiandone la convergenza e piegandone un braccio della sospensione. Dietro a Scheckter e Regazzoni è il caos: nel bel mezzo del tornante Pace pasticcia col cambio e si ritrova con la macchina in folle. Il rallentamento del brasiliano obbliga tutti quelli dietro di lui a rallentare: Fittipaldi, passando in uno spazio largo estattamente quanto la sua M23, riesce miracolosamente a scavalcare all'interno la Brabham N.8 senza toccare nulla, mentre dietro è mucchio con Depailler “incastrato” dietro Pace che viene sfilato all'esterno da Hunt e affiancato da Andretti, poi Pace riesce finalmente a mettere la seconda ed il gruppo si rimette in marcia dietro a Fittipaldi, già issatosi in ottava posizione. Posizione che diventa settima cento metri dopo, quando Regazzoni cerca di passare Scheckter alla chicane, ma sbaglia la staccata e a ruote bloccate arriva lungo ripartendo ultimo, anche se prima della fine del giro riuscirà a superare Brambilla che sta procedendo verso i box a passo d'uomo a causa della toccata con Pryce della quale abbiamo già parlato. Ma qualche secondo prima, sempre alla chicane, si era compiuto l'inevitabile: l'obnubilato Jarier, nel tentativo di uscire più velocemente dalla chicane per affiancare Lauda e superarlo al Tabaccaio, perde la vettura e tocca col posteriore i rails in uscita, incrinando il cerchione della gomma posteriore destra: il pneumatico inizia da subito a perdere pressione, e quando il francese affronta la staccata si trova con la vettura ingovernabile, sbaglia completamente il punto di corda, picchia duro con l’anteriore sinistra, rimbalza dalla parte opposta, sbatte nuovamente e strappa la sospensione anteriore destra, miracolosamente evitato da Peterson. Visto come stava guidando il transalpino, è già un miracolo sia che la sua corsa sia durata ben tre quarti di giro sia che non abbia coinvolto altre vetture nella sua follia agonistica. Lauda a questo punto tira un gran sospiro di sollievo nel non vedere più il kamikaze N.17 negli specchietti e passa sotto il traguardo del primo giro, percorso in 1'53”54, seguito da Peterson a 2”29, Pryce a 5”62, Scheckter a 7”36, Fittipaldi a 11”70, Pace a 12”15, Hunt a 13”44, Depailler a 14”08, Andretti a 14”75, Reutemann a 16”20, Ickx (che ha superato Mass al Mirabeau nds) a 17”18, Mass a 17”42, Watson a 18”34, Donohue a 18”90, Jones a 21”19 e Regazzoni a 24”01, mentre come detto Brambilla si ferma ai box, dal quale ripartirà staccato dall'austriaco di 1'38”28.

Nel corso del secondo giro Lauda, che gira in 1'48”65, deve subire il ritorno di Peterson, che con 1'47”65 guadagna un secondo esatto all'austriaco, e di Pryce, che con un “supergiro” in 1'46”05, che resterà per un bel po' il giro veloce della corsa, guadagna addirittura 2”6 alla Ferrari N.12. Lo svedese ed il britannico si portano rispettivamente a 1”29 e 3”02 da Niki, mentre il resto del gruppo non riesce a tenere il ritmo, in particolare Reutemann, che in questo giro perde due posizioni a favore di Ickx e Mass, col tedesco che prima della fine del giro riesce a superare anche il belga, ormai “ex mago della pioggia”. Altro sorpasso nelle retrovie quello di Regazzoni, che pur col musetto rotto riesce a superare Jones e passare sedicesimo, col povero Brambilla che pur con la sosta ai box si trova sempre con la vettura inguidabile.

Terzo giro e Lauda, pur scendendo a 1'48”05, vede Peterson (1'47”72) e Pryce (1'47”79) avvicinarsi ancora a 0”96 e 2”76. Dietro al trio di testa si è già scavato un solco profondo, con Scheckter a 7”92, Fittipaldi a 13”88, e Pace a chiudere la zona punti provvisoria a 16”31. Nelle retrovie continua la scandalosa “non gara” di Reutemann, che in questo giro viene scavalcato anche da Watson e viene messo nel mirino da Donohue e Regazzoni. L'americano riesce a superare l'imbarazzante “Lole” al giro seguente, mentre Regazzoni, nel tentativo di passare la Brabham, tocca i rails e “pizzica” la gomma posteriore sinistra, che inizia ad afflosciarsi. Al termine di questo giro Brambilla si ferma nuovamente ai box per far raddrizzare (a martellate !! nds) la sospensione lesionata dall'urto con Pryce, ripartendo con tre giri di ritardo e con la corsa ormai compromessa. Alla chiusura della quarta tornata invece, tocca a Regazzoni rientrare ai box con il pneumatico ormai sgonfio, ed i meccanici ne approfittano per cambiare anche il musetto, ripartendo doppiato e penultimo.

A partire dal quinto giro, dopo aver “stabilizzato” la vettura, Lauda inizia ad imporre un ritmo terrificante per le condizioni atmosferiche e della pista, scrivendo (a mio modesto parere) in queste tornate la sua tesi di laurea per l’Università dei grandi piloti. Niki sta guidando una macchina che sul bagnato non conosce e che ha per sua natura un propulsore non certo “gentile” in fatto di erogazione, in una gara dove in condizioni asciutte avrebbe vinto con una mano sola, dovendo fare “l’apripista” ed avendo dietro Peterson, un pilota velocissimo sia a Monaco che sul bagnato, che guida una macchina obsoleta ma che conosce a menadito e soprattutto che non ha nulla da perdere non potendo puntare al campionato ma solo al successo di tappa. Molti altri driver sarebbero stritolati dalla pressione, come lo stesso Lauda fece nel 1974 a Mosport, uscendo di strada dopo quasi 70 giri di lotta con Fittipaldi. Niki invece non si “limita” a stare davanti, ma detta il ritmo, e Ronnie, probabilmente convinto dopo il primo giro di farsi un sol boccone dell’austriaco pensando magari all’anno precedente, deve guidare al limite solo per restare aggrappato alla Ferrari N.12, che in questo giro ottiene 1'46”95 contro 1'46”69 dello svedese, che resta a 0”79 da Lauda, con Pryce a 2”16 dal battistrada. Per gli altri è notte fonda: Scheckter è già a 8”19, Fitipaldi a 12”98, Pace a 17”14, Hunt a 19”01, Depailler a oltre 20”. La musica non cambia al giro seguente, con Niki e Ronnie a girare negli stessi tempi (1'46”96) e Pryce a recuperare 0”15, col resto del gruppo, nel quale Watson e Donohue si stanno avvicinando all'irriconoscibile (anzi al riconoscibilissimo nds...) Ickx, che perde tra il mezzo ed i due secondi.

Settimo giro, e Lauda, col miglior giro personale in 1'46”87, rimette a 1”02 Peterson, che ha meno di 1” di vantaggio su Pryce (staccato di 1”91 da Lauda). Scheckter non riesce a replicare all'aumentata velocità dei tre battistrada, e il suo ritardo sale a 10”15, mentre Fittipaldi, pur senza godere della fama di mago della pioggia, gira quasi negli stessi tempi dei leader ed è ormai a meno di 3” dal sudafricano. Pace è sesto a “bagnomaria”, con oltre 5” di ritardo dal connazionale e 3” di vantaggio su Hunt e Depailler in gran lotta tra loro (fatto ricorrente in questi anni nds). Seguono Andretti, Mass tallonato dall'ottimo Watson che ha superato Ickx ora sotto attacco da parte di Donohue, con Jones ed i doppiati Regazzoni e Brambilla a chiudere.

Al giro seguente nuovo “tirone” di Lauda, che toglie ancora mezzo secondo al suo tempo girando in 1'46”30, con Peterson (1'46”07) e Pryce (1'46”29) a tenere botta a 0”79 e 1”80 dal ferrarista. Scheckter è ormai a quasi 12”, mentre nelle retrovie Donohue affianca sul rettilineo dei box la Lotus di Ickx e la supera alla St.Devote, guadagnando la dodicesima posizione. Che diventa l'undicesima il giro seguente, proprio mentre si solleva un leggero venticello che, sommato al passaggio delle vetture in pista, inizia a far si che la traiettoria ideale inizi ad asciugarsi in modo evidente: sulla Parnelli di Andretti, che aveva il giro precedente fatto la sua migliore prestazione in 1'48”03, la rottura di una tubazione dell'olio fa si che il lubrificante finisca sugli scarichi roventi, generando un principio di incendio che obbliga il pilota italoamericano, che sente la puzza di olio bruciato e vede la spia dell'olio accendersi, ai box, dove con eccessiva precipitazione viene inondato di polvere estinguente insieme alla vettura. Secondo ritiro quindi, dopo nove giri, nono giro in cui Lauda per meno di due secondi si appropria del giro veloce provvisorio in 1'45”68, battuto però subito da Pryce in 1'45”60, con Peterson fermo a 1'46”02. Dietro a Scheckter e Fittipaldi, ormai separati da 1”8, Pace commette un errore e Hunt e Depailler quasi ne approfittano, chiudendo la tornata staccati solo di pochi decimi da “El Mojo”. Il decimo giro vede, sia a causa di un improvviso e brevissimo scroscio d'acqua che delle segnalazioni dei commissari riguardo l'olio perso in pista da Andretti, un innalzamento sensibile dei tempi, con Lauda che, girando in 1'48”95, si vede ritornare addosso Peterson, che con 1'48”54 si riporta a 0”72 dal battistrada. Pryce non molla un centimetro, ed entusiasmando il pubblico con la sua guida spettacolare e tutta di traverso passa a 1”48, girando in 1'48”61. Gli altri ormai sono ad anni-luce, Scheckter passa quarto a 13”69, Fittipaldi quinto a 14”97, Pace ultimo in zona punti a 25”37, seguito da Hunt (26”59), Depailler (27”80), Mass (35”18), Watson (38”40), Donohue (42”37), gli imbarazzanti Ickx (44”74) e Reutemann (1'02”36), poi Jones in procinto di essere doppiato a 1'31”09, seguito da Regazzoni e Brambilla doppiati.

Situazione invariata nei successivi due passaggi, nei quali termina il brevissimo scroscio d'acqua, e dove Lauda effettua il primo doppiaggio della corsa scavalcando Jones, chiudendo la dodicesima tornata con 0”53 su Peterson e 1”01 sull'irriducibile Pryce. Ma ormai la pista è in chiaro asciugamento, e la “sparizione” delle bandiere giallo-rosse dell'olio inducono Niki a spingere al massimo, cosa evidente al giro successivo, quando il battistrada abbatte il muro di 1'45” scendendo a 1'44”71, rifilando sette decimi a Peterson (1'45”37) e quasi 2” a Pryce (1'46”56), coi due inseguitori che ripiombano a 1”19 e 2”86. Ma anche stavolta il tempo di Niki non è il giro veloce provvisorio, perchè arriva Regazzoni che con 1'44”35 si prende il best lap temporaneo. Ma l'elvetico è sopra il suo limite, ed al giro seguente si produce nell'ennesima toccata alle barriere danneggiando il musetto e rientrando ai box per cambiarlo ripartendo senza aver perso posizioni ma un altro giro.

Il forcing di Lauda prosegue nei giri seguenti, e dopo il quattordicesimo giro percorso in 1'44”55, l'austriaco al 15' giro si appropria del giro veloce provvisorio abbattendo il muro di 1'44” con il crono di 1'43”76. Lo splendido Peterson, con 1'44”48 e 1'43”90, contiene i danni e resta aggrappato a 1”26, mentre Pryce inizia a perdere il ritmo (1'44”42 e 1'44”54) e passa con 3”51 di ritardo dal battistrada. Gli altri ormai sono fuori dai giochi o quasi: Scheckter, quarto a 18”35, continua a tenere dietro Fittipaldi (a 18”99), mentre Pace (31”65) ha ristabilito distanze di sicurezza tra se ed il duo Hunt-Depailler, staccati rispettivamente di 37”08 e 38”04 da Lauda. Mass, nono a 46”24, deve tenere a bada Watson (a 47”69), seguito da Donohue (49”40), Ickx (52”53), Reutemann (1'25”38) e i pluridoppiati Regazzoni e Brambilla. E proprio Vittorio, al suggessivo giro 16, apre la serie delle soste ai box per il cambio gomme, ripartendo nella stessa posizione (ovviamente) di quando è rientrato, ossia ultimo. Nello stesso giro Lauda si “autostrappa” il record sul giro con 1'43”65, ma mentre Peterson, facendo appello a tutte le sue doti, tiene il ritmo (1'43”73 per lo svedese, che passa con 1”34 di ritardo), Pryce, pur guidando tutto di traverso, “becca” altri 1”6 che lo portano a 5”19 dal battistrada. Gli altri prendono dai due ai tre secondi al giro, ad eccezione di Watson e Donohue, in questa fase velocissimi, che si portano addosso a Mass.

Al giro successivo, mentre Hunt si ferma a cambiare gomme, ripartendo tredicesimo dopo 37”, Lauda continua a martellare tempi monstre e scende a 1'43”18: Peterson è a 1”89, Pryce a 7”77, Scheckter a 21”18, Fittipaldi a 21”94, Pace a 35”49, Depailler a 43”84, Mass a 51”19, Watson a 51”50, Donohue a 53”95, Ickx (autore di un lungo a St.Devote) a 58”96, Reutemann, ormai prossimo al doppiaggio, a 1'34”96, poi doppiati Hunt, Jones, Regazzoni e Brambilla. E proprio Vittorio, nel disinteresse generale (ah, che meraviglia quando non c'erano le comunicazioni radio e si poteva vincere una gara fermandosi con tre o quattro giri di anticipo nds....), timbra al 18' passaggio il best lap provvisorio in 1'40”58, chiaro segnale che ormai il “crossover” è passato e le slicks sono molto più veloci. Lauda, dal canto suo, mentre un pallido sole inizia ad illuminare la baia monegasca, replica il suo best lap in 1'43”18, mentre Peterson inizia a pagare sulle sue gomme la guida al limite dei giri precedenti e si trova con 2”96 di ritardo, con Pryce a 8”91 in totale crisi. Dietro al britannico, Scheckter (a 22”21) tiene dietro un Fittipaldi (22”72) che appare chiaramente più rapido ma non trova spiragli. Dietro ai due duellanti ed al solitario Pace (a 39”70), transita Depailler a 46”51, seguito da Watson a 55”87, Donohue a 57”85, Ickx a 1'02”58 e Reutemann a 1'39”22 ultimo a pieni giri. Mass, infatti, si ferma ai box a cambiare le gomme e grazie alla velocità dei meccanici McLaren (21”, il migliore di tutti alla fine nds) riparte davanti a Hunt che lo precedeva di ben 10” prima della sosta.

Il diciannovesimo giro, oltre a doppiare la boa del primo quarto di gara, si segnala per un grosso colpo di scena nei quartieri alti della classifica: Pryce, che appariva ormai appeso ad un filo con le gomme in evidente disfacimento, dopo essere passato al rilevamento alla vecchia stazione con 10”12 di ritardo (rilevamento di TF1 nds) si gira alla piscina dopo aver toccato col musetto i rails, riesce a ripartire ma transita sul traguardo in quinta posizione, un soffio avanti a Pace, essendo stato scavalcato da Scheckter e Fittipaldi, e col musetto danneggiato. Errore gravissimo quello del pilota britannico, che vanifica la bellissima gara corsa finora. Le altre posizioni restano invariate, mentre aumenta il rimpianto di Brambilla e del Team March nel vedere Vittorio abbattere nuovamente il record sul giro con 1'38”44, guadagnando in questo giro 5”74 a Lauda e 5”29 alla seconda macchina più veloce in pista, ossia Hunt: senza quella toccata ad inizio gara con Pryce il monzese, con questa scelta coraggiosa di gomme, avrebbe potuto giocarsi qualcosa di molto importante......


DOPO 19 GIRI:

1’ Niki Lauda
2’ Peterson a 3”15
3’ Scheckter a 25”06
4’ Fittipaldi a 25”63
5’ Pryce a 41”10
6’ Pace a 41”45
7’ Depailler a 47”34
8’ Watson a 56”00
9’ Donohue a 58”25
10’ Ickx a 1'03”08
11’ Reutemann a 1'42”84
12’ Mass a 1 giro
13’ Hunt a 1 giro
14’ Jones a 1 giro
15’ Regazzoni a 2 giri
16’ Brambilla a 4 giri


20’ – 38’ GIRO: Al 20’ giro Pace, intuendo che dietro a Pryce ed alla sua acciaccata Shadow rischia di perdere troppo tempo, si ferma ai box per il cambio gomme: i meccanici Brabham lo fanno ripartire dopo 32” alle spalle di Ickx e davanti al compagno Reutemann. Davanti Lauda inizia anche lui ad avere problemi di gomme sulla pista quasi asciutta, ma gira comunque in 1'43”62 contro 1'44”11 di Peterson, ormai a 3”64 da Niki. Scheckter passa terzo a 26”91, con Fittipaldi (grave errore di “El Rato” non fermarsi ora nds) “stoppato” da Jody a 28”01. Quinto è Pryce col musetto “sgangherato” a 42”61, Depailler è ora sesto a 49”15, Watson settimo a 57”19, Donohue ottavo a 59”96, Ickx nono a 1'03”93, Pace decimo a 1'26”30. Seguono doppiati Reutemann (proprio in questo passaggio scavalcato da Lauda al Tabaccaio nds), Mass che sta distanziando Scheckter e Fittipaldi, Hunt, Jones, Regazzoni ed il sempre velocissimo Brambilla (anche in questo giro il più veloce in pista davanti a Mass e Hunt nds).

Al successivo giro 21 tocca a Pryce e Watson fermarsi per il cambio gomme, e per entrambi la sosta significa la....distruzione delle speranze di un buon piazzamento: nel caso del pilota Shadow, infatti, i meccanici, oltre alle gomme, devono sostituire non solo il musetto rotto, ma anche il supporto del radiatore dell'olio che la “toccata” del pilota alle piscine ha lesionato in modo irreparabile. Il tutto comporta cinque minuti di sosta, e quando Tom riparte è piombato in penultima posizione staccato di tre giri. Per Watson invece bisogna “solo” cambiare le gomme, ma il “povero” Team Surtees ha solo due pistole pneumatiche e quindi si devono cambiare prima le due gomme anteriori, e poi le due posteriori, il che significa due minuti persi e la retrocessione in dodicesima posizione appena avanti a Jones. Malgrado sia ormai evidente che le slicks sono più rapide (come dimostra Mass che si allontana a colpi di 4” a giro dal duo Scheckter-Fittipaldi, Lauda prosegue con le rain, anche perchè continua a guadagnare parecchio rispetto a Peterson, ormai a 5”17 alla chiusura del giro. Terzo è ora Scheckter a 27”27, con Fittipaldi quarto a 29”55. Quinto è Depailler a 51”42, il positivo Donohue sesto a 1'00”41, Ickx settimo a 1'03”57 ed ultimo a pieni giri. Nessuna modifica al giro seguente, con Lauda, che porta il suo vantaggio su Peterson a 5”76, che sembra intenzionato a proseguire, così come Peterson. Ma a far cambiare idea a Niki ci pensa.... Carlos Pace, che, ripartito doppiato dietro a Lauda e davanti a Peterson, non appena le gomme entrano in temperatura azzera il distacco che lo separa dalla 312T N.12 e lo supera di prepotenza sul rettilineo dei box alla chiusura del giro 23, giro che il brasiliano ha percorso in 1'38”53 contro 1'44”49 dell'austriaco, che rispetto alla vettura più veloce in pista (ancora lo sfortunatissimo Brambilla nds) “paga” quasi 10” (Vittorio abbatte ancora il record sul giro scendendo a 1'34”69 nds) ma porta a 7”39 il vantaggio su Peterson, e a 28”12 quello su Scheckter. Alle spalle del trio di testa, di Fittipaldi e di Depailler, si ferma ai box per il cambio gomme Donohue (molto alto, 64” il tempo impiegato), seguito dall'imbarazzante Reutemann (i meccanici Brabham sono assai più motivati del gaucho triste e lo fanno ripartire dopo 34” nds), mandando in zona punti provvisoria Ickx davanti a Pace, Mass e Hunt, seguiti da Donohue, Reutemann, il povero Watson velocissimo ma ormai fuori dai giochi, Jones, Regazzoni (che in questo giro si ferma ai box per cambiare gomme, sosta che dura 30” nds), Pryce e Brambilla.

Il giro 24 è quello decisivo per la corsa, con le soste contemporanee di Lauda, Scheckter e Fittipaldi: nella guerra dei cambi gomme stravince il Team McLaren, che rimanda in pista Emerson dopo soli 23”, secondi sono i ragazzi in giallo della Ferrari che tolgono i crick a Lauda dopo 32”, terza la squadra del boscaiolo con 40” per rispedire Jody sul tracciato. In questo momento, quindi, Peterson è in testa davanti a Lauda, Depailler, Ickx, Fittipaldi e Scheckter che è stato scavalcato dal brasiliano ai box. Settimo è Pace, che però ha le gomme già in temperatura e mette Scheckter nel mirino. Dietro a “El Mojo” tutto invariato, così come tutti sono in attesa della sosta di Peterson, che se fosse effettuata in un “tempo McLaren” consentirebbe allo svedese di ripartire davanti a Lauda. La fermata di superswede è al giro 25, ma, purtroppo per lui, Ronnie è vittima per l’ennesima volta delle malefatte del suo Team: un meccanico Lotus, infatti, si rende protagonista di una prodezza da “Mai dire box”, colpendo con la scarpa il gallettone che fissa la ruota posteriore sinistra e mandandolo sotto la vettura. Si assiste così per diversi secondi, con la macchina sui carrelli, ad una grottesca “caccia al tesoro” con i meccanici che cercano il gallettone e successivamente ad una variante comica della ginnastica presciistica per estrarre lo stesso dal centro della vettura dove è finito. Preoccupato per le temperature che a causa della sosta prolungata stanno salendo alle stelle, Peterson spegne il motore, e quando finalmente il cambio gomme è completato, tocca alla batteria....non funzionare, obbligando la squadra a farla ripartire a spinta. Per farla breve, il malcapitato Peterson lascia ai box 78 secondi e piomba in settima posizione, dietro a Scheckter nel frattempo superato, grazie alle gomme più calde, da Pace, 2”9 davanti a Mass e sopratutto a 55”85 da Lauda, e vedendo rovinata una gara nella quale aveva dato autentico spettacolo con una macchina ormai buona per il museo delle arti e mestieri. Contemporaneamente allo svedese si ferma per l'ennesima volta ai box Regazzoni, che ha ormai avuto incontri ravvicinati con tutti i rails del circuito, per far controllare l'anteriore dopo l'ennesima toccata, ripartendo dietro a Pryce, che in questo giro acuisce i suoi rimpianti facendo il best lap provvisorio in 1'33”54. In questo momento, Lauda è tornato in testa, con 7”80 su Depailler e 16”09 su Ickx, che però sono ambedue ancora con le rain. Rain che ambedue sostituiscono al successivo giro 27, mentre Pryce abbatte ancora il primato con 1'32”33: Depailler perde 33 secondi, mentre Ickx, con 44”, certifica la giornataccia del Team Lotus alla voce “cambi gomme”.

Al 30’ passaggio sulla gara è tornata una certa tranquillità e la classifica, con tutti i piloti equipaggiati con le slicks, vede Lauda nettamente in testa con 25”68 su Fittipaldi, 28”33 su Pace, 30”52 su Scheckter, 53”01 su Peterson, 53”79 su Mass che chiude la zona punti provvisoria. A 57”15 Hunt, a 1'04”64 Depailler, a 1'32” Ickx, a 1'36”50 Donohue ultimo a pieni giri. Seguono a 1 giro Watson, Reutemann, Jones, Pryce (che fa ancora il record sul giro provvisorio con 1'31”39 nds), Regazzoni e Brambilla.

Lauda, largamente in testa, vede però nei giri successivi ridursi considerevolmente il suo margine a causa del duo Ickx-Donohue che, in lotta tra loro, lo ostacolano vistosamente. Fittipaldi al giro 31 si porta a 21”57 dall'austriaco dopo aver fatto il best lap provvisorio in 1'30”90 (battendo di poco Pryce, sempre velocissimo, che segna 1'31”07 che resterà la sua migliore prestazione nds), con Pace a 24”41, Scheckter a 27”25, Peterson a 51”27, Mass a 52”27, Hunt a 55”36, Depailler a 1'00”86. Idem come sopra al 32’ passaggio, con le bandiere blu che sventolano ed il belga e l'americano che se ne fregano. Lauda, fermo a 1'34”74, vede Fittipaldi portarsi a 17”74, Pace a 20”76, Scheckter a 23”01, Peterson a 49”07, Mass a 49”70, Hunt a 53”79, Depailler a 57”78. Le pene di Niki si concludono al successivo 33' giro, nel quale Regazzoni si riappropria del giro veloce in gara con 1'30”51 (e Watson fa il best lap personale con 1'31”29 nds), dove finalmente il pilota di Maranello supera Donohue al Mirabeau ed Ickx al Portier, chiudendo il giro con ancora 14”13 su Fittipaldi e 20”77 su Pace.

Tornata 34, e Lauda allinea subito i suoi tempi con quelli di Fittipaldi, girando in 1'31”35 contro 1'31”44 di “El Rato”, 1'31”18 di “El Mojo” e 1'31”36 di Scheckter. Nelle retrovie Jones, che ha perso svariati secondi nel farsi doppiare da Ickx, Donohue e Lauda, viene superato da Pryce, che, come Regazzoni, sta girando al limite per prendersi almeno la soddisfazione del giro più veloce.

Dal 35' giro in avanti, a pista ormai asciutta, le differenze sul giro dovute al coraggio ed all'abilità dei piloti si assottigliano, ed emergono maggiormente le doti delle vetture: Lauda è ormai velocissimo e scende sotto 1'31” con 1'30”68, rimettendo Fittipaldi a 15”09, Pace a 18”04 e Scheckter, che si sta avvicinando minaccioso alla Brabham N.8, a 20”14. Ma la Ferrari più veloce è sempre quella di Regazzoni, che al successivo 36' passaggio è il primo, con 1'29”97, a scendere sotto 1'30”. Lauda si “ferma” a 1'30”79, ma allunga decisamente su Fittipaldi, “stoppato” da un Brambilla che, a pista asciutta, si ritrova con la vettura inguidabile in quanto fuori convergenza. Il brasiliano passa a 16”24 dal battistrada, con Pace a 18”49 e Scheckter a 24”16. Peterson e Mass chiudono la zona punti con 52”42 e 54”27, con Hunt, a 57”05, che inizia a vedere minacciosamente negli specchietti la Tyrrell di Depailler, a 58”02, col francese che a pista asciutta è avvantaggiato dall'assetto rispetto agli avversari. Dietro al transalpino, Donohue al Mirabeau scavalca Ickx e gli prende il nono posto, seguito da Watson e Reutemann, anche loro a un giro, con a chiudere Jones a due giri, Pryce a tre, Regazzoni e Brambilla a quattro giri. Al giro seguente si conclude la rincorsa di Regazzoni al record sul giro, con l'ennesimo errore alla chicane: Clay arriva troppo veloce, cerca di curvare ma perde la vettura e sbatte rovinosamente sui rails esterni, rompendo una sospensione e concludendo una gara da dimenticare per l’elvetico, veloce ma troppo incline all’errore ed ormai chiaramente sovrastato nelle gerarchie di squadra da Lauda. Nella stessa tornata Watson, che tallonava Brambilla ed era tallonato da Pryce (anche se nessuno dei tre era in lotta con gli altri due nds), sbaglia il punto di frenata al tabaccaio e tampona violentemente la March 751. Brambilla prosegue mentre Watson si gira e viene a sua volta colpito da Pryce che danneggia nuovamente il musetto. Brambilla e Pryce proseguono, mentre la corsa di Watson si conclude qui a causa del motore spento. Molto sfortunato, oltre che grandemente penalizzato dal suo Team, il pilota irlandese, che ha offerto comunque sprazzi di grande guida. Lauda, al riparo da tutte queste piroette, chiude il giro 37 in 1'30”98 e rimette a 18”64 Fittipaldi, che esauriti i doppiaggi ha di nuovo pista libera ma anche quasi 20” da recuperare. La gara vive in questo momento di tre coppie in lotta tra loro: Pace e Scheckter, Peterson e Mass, Hunt e Depailler, mentre il primo ed il secondo posto, a meno di errori di guida o di cedimenti meccanici, sembrano già in ghiaccio, proprio mentre i battistrada chiudono al successivo giro 38 la prima metà della corsa.


DOPO 38 GIRI:

1’ Niki Lauda
2’ Fittipaldi 18”45
3’ Pace a 22”51
4’ Scheckter a 23”37
5’ Peterson a 53”40
6’ Mass a 55”16
7’ Hunt a 58”36
8’ Depailler a 58”89
9’ Donohue a 1 giro
10’ Ickx a 1 giro
11’ Reutemann a 1 giro
12’ Jones a 2 giri
13’ Pryce a 3 giri
14’ Brambilla a 4 giri


39'-57' GIRO: Al 39' Scheckter, che sembra chiaramente più rapido di Pace, commette un imperdonabile errore alla chicane nel tentativo di uscirne più veloce del brasiliano per tentare di attaccarlo al Tabaccaio: Jody tocca con la posteriore destra i rails e “pizzica” il pneumatico, che inizia subito a perdere pressione, obbligando il sudafricano a percorrere a passo d'uomo il resto del giro, rientare ai box a cambiare la gomma e ripartire settimo e staccato di un giro (Lauda passa sul traguardo un paio di secondi prima che Jody esca dai box nds). Una vera disdetta per il Team Tyrrell, che si trova con due vetture fuori dalla zona punti. L'uscita di scena dalle posizioni che contano del sudafricano congela il podio, che vede sempre Lauda, Fittipaldi a 17”61 e Pace a 20”70. Peterson è ora quarto a 53”51, Mass quinto a 54”99, Hunt sesto a 58”39 e Depailler, ultimo a pieni giri e che sta puntando da tutte le parti l'inglese, a 58”68. Il francese, al 41' giro, tenta un attacco a fondo a James alla chicane, ma arriva leggermente lungo all'esterno, deve in pratica fermarsi e perde 4” secchi dalla Hesketh. Al 42' giro, dopo l'ennesimo errore alla chicane a causa della vettura sbilanciata per il musetto danneggiato, l'ennesima toccata sui rails e l'ennesimo danneggiamento della vettura, Tom Pryce decide di averne abbastanza e rientra ai box per non uscirne più. Per il Team Shadow una giornata più nera delle sue DN5, velocissime sia sul bagnato che con l'asciutto ma guidate da piloti troppo inclini all'errore ed incapaci di dominare gli eccessi di foga. L'uscita di scena del britannico, comunque, è notata da pochi vista la sua gara ormai segnata, così come pochi seguono la lotta selvaggia tra Donohue ed Ickx, col belga che sembra “quasi” quello del 1972, purtroppo sta lottando per la nona piazza....

Nei giri seguenti, con le posizioni cristallizzate al comando, il pubblico si consola con la risoluzione della lotta tra Donohue ed Ickx al 45' passaggio, quando Jacky risupera Mark allungando subito in modo perentorio sulla Penske N.28, e sul duello tra Hunt e Depailler, col francese che, determinatissimo, ricomincia a tessere la sua tela, e col britannico che mantiene un ritmo formidabile, avendo nel mirino anche il quinto posto del non troppo lontano Mass: al 45' giro tra James e Patrick ci sono 6”34, che diventano 7”11 al 47' passaggio, quando Hunt, con 1'29”74, stabilisce il nuovo record sul giro, record che resiste due giri, prima di essere battuto, appunto al 49' passaggio, dal 1'29”48 di Depailler, che si riporta a 6”05 dal britannico

Al 50' giro, due terzi di gara, Lauda comanda indisturbato con 15”23 su Fittipaldi, 17”59 su Pace, 52”38 su Peterson, 54”02 su Mass, 55”09 su Hunt e 1'00”86 su Depailler, che si è appena “autostrappato” il giro veloce segnando 1'29”42. Il francese, scatenato, al giro seguente scende addirittura (e sarà l'unico a farlo) sotto il muro di 1'29”, girando in 1'28”92, e riprendendosi il best lap che prima Lauda con 1'29”41 (alla fine sarà la sua migliore prestazione nds) e poi Pace con 1'29”18 (anche per “El Mojo” questo sarà il miglior giro in gara nds) gli avevano tolto. Proprio in questo giro Brambilla, che aveva appena fatto il suo giro veloce in un comunque mediocre 1'31”93, sente la macchina “sedersi” nel posteriore e rientra ai box credendo di aver forato. La realtà è ben diversa: la sospensione lesionata dal tamponamento subito da Watson si sta staccando e per Vittorio, “massacrato” dai piloti inglesi che lo hanno bersagliato, è l'amara conclusione di una giornata da cui si attendeva ben altre soddisfazioni. Vittorio, comunque, ha dimostrato di “esserci”, ed il weekend nel Principato ha domostrato che il suo apprendistato è definitivamente finito. Alla tornata seguente svarione di Pace a St.Devote: il brasiliano arriva lungo, non tocca nulla ma perde oltre 8” e qualunque residua possibilità di attaccare Fittipaldi. Emerson, dal canto suo, marcia con ritmo regolare ma non certo velocissimo, sempre ad una quindicina di secondi da Lauda. Il più veloce in pista è sempre Depailler, che alla chiusura del 53' giro si è portato a 1”93 da Hunt. In questa tornata, incredibilmente, Ickx è il più veloce in pista con il tempo di 1'29”19, quarto miglior giro assoluto, ed ennesima conferma della demotivazione del pilota belga, che a giudicare dai tempi avrebbe potuto benissimo giocarsi la zona punti invece di traccheggiare in ottava posizione.

Al giro seguente Depailler, con un altro giro velocissimo in 1'29”42 (anche se il più veloce in pista in questa tornata è Mass con 1'29”34 nds) si porta a soli 1”42 da Hunt, e ricomincia a martellare in modo asfissiante la Hesketh numero 24. Distacco che, per quanto Hunt guidi al limite, scende ancora a 0”99 al successivo 55' giro, col francese che probabilmente impreca per aver cambiatro le gomme così tardi: la scelta dell'assetto da asciutto infatti, sta pagando molto, ma a Montecarlo i sorpassi, è noto, sono quasi impossibili. Tutti problemi che non riguardano certo Lauda, che doppia la boa dei tre quarti di gara in una condizione di apparente inattaccabilità, pur correndo in solitaria fuga: l'austriaco dimostra, come già palesato all'International Trophy di Silverstone, di essere cresciuto in modo esponenziale, accoppiando la velocità e la capacità di collaudo note già dalla scorsa stagione ad una capacità di condurre le gare in testa senza il minimo momento di deconcentrazione tipica dei campionissimi, e regolando la propia velocità su quella degli avversari, come ben dimostra Fittipaldi, che, staccato da Lauda di 15”09 al 35' giro, si ritrova a 14”53 alla chiusura del 57', come dire aver guadagnato mezzo secondo in 22 giri. Con Pace tranquillo terzo, le posizioni dalla quarta alla sesta sono invece tutte da definire, con i quattro piloti in lizza (Peterson, Mass, Hunt e Depailler) che si stanno raggruppando lasciando presagire un finale al calor bianco.


DOPO 57 GIRI:

1’ Niki Lauda
2’ Fittipaldi a 14”53
3’ Pace a 22”80
4’ Peterson a 49”56
5’ Mass a 50”58
6’ Hunt a 52”99
7’ Depailler a 54”30
8’ Scheckter a 1 giro
9’ Ickx a 1 giro
10’ Donohue a 1 giro
11’ Reutemann a 2 giri
12’ Jones a 4 giri


58’ – 75’ GIRO: La furibonda lotta tra Hunt e Depailler, come detto, risucchia anche Mass e, poco più avanti, il povero Peterson, che al 58' passaggio vede ridursi il suo vantaggio su Mass a soli 0”66. Il ricongiungimento del quartetto avviene in pratica alla chiusura del 60' giro, quando Lauda, ormai stabilmente sopra 1'30”, conclude con 14”78 su Fittipaldi, 23”43 su Pace, 49”22 su Peterson, 49”67 su Mass, 50”84 su Hunt e 51”41 su Depailler. Seguono Scheckter (miglior giro personale in 1'30”07 nds), Ickx, Donohue, l'imbarazzante Reutemann e Jones, anch'egli autore della migliore prestazione personale con 1'30”74. La solitaria corsa in ultima posizione dell'australiano termina però il giro seguente: Alan fora la gomma posteriore destra ed è costretto a fermarsi ai box per cambiarla. I meccanici fanno un disastro e quando la Hesketh riparte la sua corsa dura cinquecento metri, il tempo necessario a perdere la ruota dalle parti del Casinò. Il ritiro di Jones passa quasi inosservato in quanto tutta l’attenzione del pubblico è rivolta al furibondo duello, ormai a quattro, per la quarta piazza, ed in particolare tra Hunt e Depailler per la sesta piazza: il francese, visibilmente più rapido, punta da tutte le parti, l’inglese, osso notoriamente durissimo, “allarga” la sua Hesketh per quanto possibile. Vista la determinazione di entrambi è lecito pensare che finisca a sportellate, e dopo un altro tentativo andato a vuoto al 61' giro che costa 1” al francese, ripreso il giro successivo, l’inevitabile accade al 64’ giro, proprio mentre Donohue, fa il suo miglior giro in 1’31”21: Hunt arriva troppo veloce al Casinò, riesce a fare bene la prima curva a sinistra ma è poi obbligato a girare largo in quella successiva, a destra, che immette nella discesa del Mirabeau: Depailler, che annusa l’occasione, si butta all’interno e mette le ruote anteriori a fianco di quelle posteriori di Hunt, e le due vetture percorrono affiancate tutto il breve rettilineo. Alla staccata, ovviamente, nessuno vuole cedere, ma Depailler, che frena all’interno, mette le ruote in una zona bagnata e quindi arriva “lungo”, impedendo quindi ad Hunt di curvare e spedendolo contro i rails. Per ulteriore beffa all’inglese, la Tyrrell, appoggiandosi alla Hesketh, riesce a rallentare quanto basta per riuscire a curvare senza danni, mentre per Hunt è il ritiro. Da Oscar il successivo siparietto: Hunt, furente, scende dalla vettura, si toglie il casco e si piazza a bordo pista per aspettare Depailler, e quando un commissario lo esorta ad allontanarsi l’inglese, preso alle spalle, si divincola e con un imperioso gesto della mano, accompagnato da uno sguardo omicida, fa capire al malcapitato che è meglio lasciarlo stare. Passa un minuto ed arriva nuovamente Depailler, e Hunt si scatena in una irripetibile serie di insulti al francese condita da ampi gesti delle braccia. Sfogatosi, il biondo britannico attraversa la pista e si incammina verso i box, mentre alle sue spalle i commissari si guardano tra di loro facendo, a gesti, pesanti considerazioni sullo stato di salute mentale di Hunt. Depailler, comunque, non si fa impressionare, e si mette subito in caccia della McLaren di Mass, che, dal canto suo, continua a premere su Peterson. Proprio in questa tornata Lauda, sotto il casco rosso, diventa probabilmente verde dalla tremarella: sotto il tunnel, nel velocissimo curvone a destra, si accende la spia dell’olio, e l’austriaco non ha altra alternativa se non ridurre i giri e risparmiare sulle cambiate. Il ritmo di Niki, ovviamente, si alza, o meglio non scende malgrado il miglioramento della pista e l'alleggerimento delle vetture. Al 65' passaggio, quindi, il vantaggio di Niki su Fittipaldi si è ridotto a 13”73, che diventano 12”75 al 66' giro, quando l'opaca corsa di Donohue si conclude per la (pericolosissima nds) rottura della sospensione anteriore sinistra, lasciando così la nona, e a questo punto ultima posizione, all’irriconoscibile Reutemann, che quasi a chiarire la sua qualifica di “spettatore marciante e non pagante” farà il giro seguente la sua migliore prestazione in un ridicolo (visti i tempi e la posizione occupata da Pace con la stessa macchina) 1’30”83.

Al 67' giro, viste le segnalazioni dal box, Fittipaldi fa la sua migliore prestazione assoluta in 1'29”21, e si porta a 11”48 da Lauda. Pace punta solo ad arrivare e transita a 24”78 dal battistrada, seguito dal terzetto in lotta per le posizioni a punti: Peterson quarto a 47”62, Mass quinto a 48”46, Depailler sesto a 49”63. Il francese, al giro seguente, pone la firma al giro più veloce della corsa in 1'28”67, e si porta a soli 0”69 dal tedesco, a sua volta a 0”63 dallo svedese. La fantastica battaglia a suon di giri velocissimi tra i tre distoglie il pubblico dal continuo recupero di Fittipaldi su Lauda, col distacco che, al 69' giro, arriva a 10” (10”19 per la precisione), per abbassarsi ancora a 9”52 al 70' giro, proprio mentre Mass, cercando sia di liberarsi di Depailler che di raggiungere Peterson, fa il suo best lap in 1'29”01 (alla fine secondo assoluto nds.). Pace taglia la settantesima tornata a 23”47 dal leader, seguito da Peterson (44”35), Mass (44”79), Depailler (46”49), con Scheckter, Ickx e Reutemann a chiudere.

Gli ultimi giri sono pieni di incognite, sia per la testa, con Lauda che tesaurizza il vantaggio su Fittipaldi, che per le posizioni di rincalzo, con Peterson, Mass e Depailler in lotta furibonda. Al 71' giro Niki, resosi conto che sta perdendo troppo, compie una tornata veloce in 1'29”56, lasciando Fittipaldi a 10”58. E' il timbro al suo successo, anche se l'irriducibile brasiliano non demorde ed al giro successivo, con 1'29”48 contro 1'30”65 di Niki, si porta a 9”41 dal ferrarista. Pace è a 22”27, Peterson a 43”59, Mass a 43”81, Depailler a 44”99.

Nelle ultime tornate Lauda continua a guidare al risparmio (arte in cui chi scrive ritiene a suo modestissimo parere sia stato il più grande pilota di tutti i tempi), sempre sopra 1’31” e sempre con l’allarmante spia accesa, ma ad aiutarlo nella conquista di una strameritata vittoria arriva anche l’orologio: la corsa, molto lenta nelle fasi iniziali, va verso la scadenza temporale delle due ore, e considerando i tempi appare evidente che il Gran Premio, al posto dei 78 giri preventivati, ne durerà 75. Alla chiusura del 73' giro Lauda passa con 7”78 su Fittipaldi, 21”79 su Pace, 41”43 su Peterson, 41”68 su Mass, 42”86 su Depailler. Il tedesco si fa “ingolosire” dalla Lotus 72 davanti a lui, ed al giro seguente tenta di attaccare Peterson al Casinò, ma sbaglia la frenata ed arriva leggermente lungo. Come si dice nel calcio, “gol mancato, gol subito”, e trecento metri dopo, al Mirabeau, Depailler affianca Mass all'interno e lo supera andando a prendersi la quinta piazza e coronando una straordinaria rimonta a suon di sorpassi e giri più veloci. Peterson, sfruttando gli spintoni tra i due piloti che lo seguono e facendo contemporaneamente il suo giro veloce in 1'29”37, guadagna due secondi sugli inseguitori e mette in ghiaccio la quarta posizione, anche perchè è evidente che la gara si chiuderà alla 75' tornata. Per Lauda, che chiude il 74' giro con 5”82 su Fittipaldi, la vista del direttore che fa segno “1” è una benedizione, e con un ultimo giro in tutta sicurezza compiuto in 1'32”86, transita sotto la bandiera a scacchi e davanti al cartello “P1 OK” sventolatogli da Regazzoni (mentre Montezemolo entra in pista per esultare, venendo cacciato in malo modo dalle forze dell’ordine tra sberle e spintoni), riportando la Ferrari in cima a tutti a Montecarlo venti anni dopo l’ultima firma targata Maurice Trintignant, conservando 2”78 su un Fittipaldi che vede il bicchiere mezzo pieno, sia per essere sopravvissuto ad una gara ad eliminazione nella quale partiva molto indietro sia perchè mantiene la testa del mondiale, che senza la sfortuna del Sudafrica lo vedrebbe in fuga solitaria. Pace, ottimo terzo in una gara senza acuti e con un paio di errori, si porta al secondo posto in graduatoria generale, accreditandosi come potenziale outsider vista la sua affidabilità. Peterson, arrabbiatissimo quarto per colpa dei box, vede svanire l'ultima occasione di ottenere qualcosa di importante dalla sua onusta Lotus 72, potenzialmente oggi vincente (visti i problemi avuti da Lauda sia con Donohue che con la pressione dell’olio) ma penalizzato una volta di più dal Team. Dietro allo splendido Depailler chiude la zona punti Mass, davanti al deluso Scheckter ed agli imbarazzanti Ickx e Reutemann.

Con cinque vincitori diversi nelle prime cinque gare il campionato, a prima vista, parrebbe apertissimo: in realtà agli addetti ai lavori non sfugge il fatto che, dopo lo stentato debutto sudafricano, la 312T si è issata due volte in pole position su due gare ed ha palesato un ritmo in condizioni normali insostenibile per tutti. Sul mondiale si sta abbattendo un ciclone rosso, frutto della terrificante combinazione “miglior pilota del momento sulla miglior macchina del momento”.


CLASSIFICA FINALE:

1’ Niki Lauda (Ferrari 312T 75 giri in 2h. 01’21”31 media 121,552 km/h
2’ Emerson Fittipaldi (McLaren M23-Cosworth) a 2”78
3’ Carlos Pace (Brabham BT44-Cosworth) a 17”81
4’ Ronnie Peterson (Lotus 72- Cosworth) a 38”45
5’ Patrick Depailler (Tyrrell 007-Cosworth) a 40”86
6’ Jochen Mass (McLaren M23-Cosworth) a 42”07
7’ Jody Scheckter (Tyrrell 007-Cosworth) a 1 giro
8’ Jacky Ickx (Lotus 72-Cosworth) a 1 giro
9’ Carlos Reutemann (Brabham BT44-Cosworth) a 2 giri

GIRO PIU’ VELOCE: il 68’ di Patrick Depailler (Tyrrell 007-Cosworth) in 1’28”67 media 133,08 Km/h.


CLASSIFICA MONDIALE: Fittipaldi 21 punti, Pace 16, Lauda 14, Reutemann 12.

CLASSIFICA COSTRUTTORI: McLaren 26,5, Brabham 25, Ferrari 17, Tyrrell 13.
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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda KentoStraker » mar 10 set 2019, 0:42

incredibile la differenza di prestazione tra asciutto e bagnato.cmq grande Niki e F312T

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So cosa stai pensando,stai pensando avrà sparato solo cinque o sei colpi.Be non lo so nemmeno io in tutta questa baraonda,perciò fatti bene i conti
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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda Guszti » mar 10 set 2019, 8:46

Il volume che io possiedo. "Ferrari Mondiale" di Evangelisti-Rancati (*), racconta gli ultimi giri del GP in maniera molto più romanzata, come se Fittipaldi fosse arrivato sugli scarichi di Niki nell'attimo in cui scoccavano le due ore. Del resto, è un modo di raccontare che si ritrova nell'intera opera.

(*) L'ultima foto di Kentostraker è tratta appunto da questo volume, ma non si riferisce certo a Montecarlo, bensì al GP dopo Zandvoort, come si evince dalla "postura" di Montezemolo…chiudo qui per non "spoilerare".
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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda andrea12 » mar 10 set 2019, 9:15

Fino al 1976 io non ricordo che abbiano trasmesso in diretta le gare di formula uno.
Mi ricordo solo qualche notizia nei vari telegiornali. Mi sbaglio ?..
Penso di aver visto il primo gran premio di formula uno ( in diretta o registrato non lo so ) solo nella stagione 1977-.. Era una domenica sera del gennaio 1977, giorno del matrimonio di mio fratello maggiore...gran premio dell'Argentina.... Ho visto qualche immagine nella TV B/N sempre accesa del ristorante... penso fosse registrata ( o in diretta ? )
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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda Guszti » mar 10 set 2019, 18:52

Il primo GP visto in diretta da me è stato a Zeltweg nel 1975, in un preistorico televisore B/N in un abituro sperduto in Lessinia. Provaci oggi col digitale terrestre!
Credo che la RAI abbia iniziato proprio quell'anno sull'onda dei successi Ferrari.
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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda Whiteshark » mar 10 set 2019, 23:04

andrea12 ha scritto:Fino al 1976 io non ricordo che abbiano trasmesso in diretta le gare di formula uno.
Mi ricordo solo qualche notizia nei vari telegiornali. Mi sbaglio ?..
Penso di aver visto il primo gran premio di formula uno ( in diretta o registrato non lo so ) solo nella stagione 1977-.. Era una domenica sera del gennaio 1977, giorno del matrimonio di mio fratello maggiore...gran premio dell'Argentina.... Ho visto qualche immagine nella TV B/N sempre accesa del ristorante... penso fosse registrata ( o in diretta ? )



Era in diretta. E a suo modo una diretta storica, in quanto fu l'ultima in bianco e nero. Poltronieri alla cronaca e l'amico Benzing al contagiri ed a dare i distacchi. Una gara tra l'altro bellissima e piena di colpi di scena, vinta alla fine dall'esordiente Wolf di Jody Scheckter. Fine OT
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