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F1 Stagione 1975

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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda Whiteshark » dom 23 dic 2018, 18:44

GP.BRASILE (24-26 GENNAIO 1975): PROVE.

Date le due settimane di tempo che intercorrono tra il GP.Argentino e quello brasiliano, cui seguiranno quattro settimane di pausa prima della terza gara sudafricana, non ci si deve stupire se quasi tutti i Teams si presentano ad Interlagos con le stesse vetture viste a Buenos Aires. Tra i pochi a fare eccezione è ovviamente la Copersucar, che deve rimettere a nuovo la vettura dopo che questa è andata a fuoco, e ne approfitta per abbandonare parecchie peculiarità della capostipite, dal particolare musetto alla carenatura completa del posteriore. Ovviamente sui giornali brasiliani la nuova FD (telaio 02) ha un grande spazio, mentre tra gli addetti ai lavori tiene banco il “caso Peterson”, che in molti danno per certo alla Shadow. Certo le prospettive per Ronnie in questa stagione non sono granchè esaltanti: come già spiegato ad inizio stagione, la John Player ha ridotto di molto il suo impegno finanziario, “irritata” dalla gestione del Team nel 1974 che, a detta della multinazionale del tabacco, non ha permesso a Peterson di lottare per il titolo per colpa del Team. Ciò costringe Chapman, dopo il fallimento della filiforme 76, a correre con la 72 buona ormai per i musei delle arti e mestieri). Colin però, uomo di eccezionale sangue freddo, non si fa impressionare e gioca su due tavoli: da una parte chiede alla Shadow soldi come penale per il contratto (biennale) di Peterson, dall’altra fa pressioni sulla John Player perché incrementi il suo budget evitando così il rischio di perdere quello che è comunque un top driver riconosciuto. Il solo a non entusiasmarsi per questo tira-molla è lo svedese, che appare sin dalle prove distratto e demotivato.

Venendo alle specifiche della gara brasiliana, il Team McLaren è nella stessa configurazione di Buenos Aires, con la M23/9 per l'idolo locale Emerson Fittipaldi, La M23/8 per Jochen Mass e la M23/6 come muletto (che come in Argentina non scenderà mai dalla bisarca nds).

Tutto uguale anche alla Tyrrell, con due sole vetture, la 007/2 per Jody Scheckter e la 007/4 per Patrick Depailler. Cambia invece qualcosa il Team Lotus, che pur conservando i due telai R8 ed R5 per Ronnie Peterson e Jacky Ickx monta sospensioni rivisitate ad entrambe le vetture e recuperate con un blitz in settimana da Peter Warr. Altra novità sono dei dischi freno maggiorati, che però sono presenti in soli 4 esemplari, che vanno sulla vettura di Ickx. A dimostrazione che questo GP è una “punizione” per Peterson inflittagli dal team, mentre sulla Lotus numero 6 c'è un motore fresco sulla macchina di Ronnie c'è il motore col quale Ickx ha fatto prove e gara in Argentina.

Tutto uguale alla Brabham rispetto all'Argentina: BT44B telai 1, 2 e 3 per Carlos Reutemann, Carlos Pace e muletto, così come alla March con la 741/2-4 per Vittorio Brambilla.

Novità invece al Team Ferrari, che alle due 312 B3 telaio 014 (Clay Regazzoni) e 020 (Niki Lauda) appronta il muletto (telaio 012, ossia la vettura che era stata incidentata da Lauda al Nurburgring l'anno scorso), che, a sancire quel che tutti già sanno, mostra il numero 12T.

Nulla di nuovo alla BRM (e come potrebbero se non hanno i soldi ?), che ripresenta la P201/04 per Mike Wilds.

Attesissima alla riconferma dopo la grande impressione destata a Buenos Aires è la Shadow DN5 di Jean Pierre Jarier, mentre Tom Pryce ha ancora la vecchia DN3/3A.

Tutto invariato da qui in avanti: la Surtees è presente con la TS16/04-4 per John Watson, la Williams con le due IR/02 e IR/04 rispettivamente per Jacques Laffite ed Arturo Merzario, il Team Embassy-Hill con le due Lola T370/HU2 ed HU3 per Graham Hill e Rolf Stommelen, la Hesketh con le due 308 telai 1 e 3 per James Hunt, la Vel's Parnelli con la VPJ4/002 per Mario Andretti ed il Team Penske con la PC1/02 per Mark Donohue. Andretti si presenta tra l'altro insolitamente nervoso, a causa della sua posizione di uomo Firestone (Mario è proprietario di una delle più grosse rivendite di pneumatici della Pietra di fuoco nds) ma che è obbligato a correre con le Goodyear, gomme da lui giudicate, perlomeno nella configurazione sudamericana, totalmente inadatte alla Parnelli.

Le prove, come in Argentina, sono su quattro sessioni, due al venerdì e due al sabato, per complessive cinque ore. La pista, come da tristanzuola abitudine qui ad Interlagos, si presenta con una infinita serie di buche ed avallamenti (d'altronde sotto c'è l'acqua.... nds), oltre che come sempre sporchissimo (malgrado la Copersucar ci abbia girato a lungo nds). La riasfaltatura promessa dagli organizzatori si limita al rettilineo di partenza/arrivo, mentre il resto del circuito rimane un groviera. Con queste premesse, e visti i tempi ottenuti dalle Brabham durante i test prestagionale (2'32”), in pochi credono che la pole positions del 1973 stabilita da Peterson in un incredibile 2'30”2 possa essere battuta. Ed infatti buona parte della prima sessione, svolta (come d'altronde le altre tre) sotto un cielo plumbeo ma senza una goccia di pioggia, sembra confermare questa tesi, con Reutemann che, pur girando moltissimo ed avendo già i riferimenti dei test, si issa in prima posizione con 2'32”17, tallonato dal compagno di squadra Pace con 2'32”25. Ma appunto “sembra”, perchè dopo aver messo a punto in modo ottimale la sua Shadow sui sobbalzi di Interlagos, Jarier si scatena ed annichilisce tutti con un tempo strepitoso: 2'31”52, e pole già ipotecata. Il solo a non finire ad anni-luce dal francese, ed anche l'ultimo pilota a scendere sotto il muro di 2'32”, è Hunt, che nelle ultimissime battute riesce con un giro “a vita persa” (e che infatti non riuscirà più a replicare per il resto delle prove nds) ad ottenere 2'31”70, che gli vale la seconda posizione.

Terza e quarta piazza per le due Brabham già menzionate, dietro alle quali si classifica, con 2'32”40, la McLaren di Fittipaldi. Il brasiliano però è decisamente rabbuiato, in quanto a dieci minuti dalla fine, subito dopo aver fatto il suo miglior tempo, è vittima della rottura della pompa della benzina che lo lascia a piedi sul circuito. Tempo per rientrare ai box non ce n'è e per il campione del mondo tutto è rimandato alla sessione pomeridiana.

Sesto, ed ultimo pilota ad abbattere il muro di 2'33”, è Niki Lauda, che rifila 1” al compagno Regazzoni ottenendo 2'32”97. “La macchina va abbastanza bene, anche se è ancora troppo morbida di assetto, ma le gomme sono le stesse dell'Argentina, quindi siamo tagliati fuori per la vittoria. La macchina non si adatta a questi pneumatici” la disamina dell'austriaco, come sempre estremamente onesta fino alla spietatezza. Alle spalle della Ferrari N.12 la seconda Shadow di Tom Pryce, che con 2'33”24 dimostra quanto la Shadow gradisca questo tracciato (cosa che verrà confermata anche nei gran premi degli anni successivi nds), seguita da Regazzoni (2'33”98), Scheckter (2'34”81), e Mass, che chiude la top ten con 2'35”35. Il tedesco starà anche facendo esperienza, ma certo tre secondi di ritardo dal compagno di squadra non sono pochi.

Undicesima piazza per Jacky Ickx, che nella inedita condizione di prima guida temporanea si trova evidentemente a suo agio, non tanto per il tempo di 2'35”50 ma per i 2”31 rifilati a Peterson. Dietro al belga un positivo Donohue (2'35”54), seguito da Merzario, che con 2'35”94 è l'ultimo pilota sotto i 2'36”. Alle spalle del comasco un eccellente (considerato l'innominabile mezzo che guida) Watson, che con 2'36”08 si toglie la soddisfazione di precedere piloti e vetture di ben diverso spessore, blasone e budget, come Depailler (2'36”69), Andretti (2'36”89), il già menzionato e depresso Peterson (2'37”81) e Wilson Fittipaldi, che con 2'37”85 si qualifica provvisoriamente diciottesimo, certo meglio che in Argentina, ma su una pista della quale conosce ogni buca e sulla quale da gennaio ha già percorso migliaia di chilometri è comunque un risultato deludente.

Dietro alla Copersucar del maggiore dei Fittipaldi, solo piloti che hanno avuto problemi tecnici, a parte Hill diciannovesimo con 2'38”45: Laffite, ventesimo con 2'38”75, lamenta accensioni irregolari, Wilds (2'39”26) ha una vettura che è tutta un problema, Brambilla (2'39”75) ha i rapporti del cambio totalmente sbagliati, e Rolf Stommelen, che chiude ventitreesimo ed ultimo la sessione essendosi fermato dopo un solo giro a causa di misfire nel punto più lontano del circuito. Per il pilota del Team Hill solo 3'04”67, e fondo della classifica.

Quarantacinque minuti (assurdo, non si permettono neppure delle riparazioni anche non eccessivamente complesse nds) dopo il termine della prima sessione inizia la seconda, e Jean Pierre Jarier e la sua DN5 iniziano.... da dove avevano finito la prima, ossia bastonando senza pietà gli avversari: il transalpino, mirabilmente assistito da una Shadow praticamente perfetta, l'unica vettura a percorrere in pieno il curvone dopo i boxes, rifila un'altra mazzata alla concorrenza, scendendo dopo soli venti minuti di prove a 2'30”34, per poi lavorare esclusivamente in ottica gara “Ho fatto il tempo subito perchè ho un motore “stanco”, lo stesso delle prove in Argentina, e quindi preferisco lavorare per la gara. Stanotte i meccanici cambieranno il propulsore e domani vedrò di cercare il tempo” la dichiarazione del francese, certo non accolta benissimo dai rivali. Rivali che hanno bisogno di tutti i 60 minuti di prove per arrivare a tempi accettabili, con Reutemann secondo in 2'31”00 e Fittipaldi terzo in 2'31”01, ambedue realizzate negli ultimissimi minuti. Buoni tempi, certo, ma l'ombra è sette decimi avanti, e sopratutto i due piloti non hanno accusato problemi di alcun genere. Così come problemi non ne ha Lauda, quarto di giornata con 2'31”12, ottenuto con il muletto (Niki già in questo fa capire di essere la prima guida del Team, con un modus comportamentale che ricorda molto quello che terrà Alan Jones nel 1980/81 col “Povero” Carlos Reutemann nds). “La vettura va bene, ma non è possibile fare di più con queste gomme” la scarna disamina dell'austriaco.

Quinto tempo per la seconda Brabham di Carlos Pace, che ottiene 2'31”59, ed è anche l'ultimo pilota sotto 2'32”, cosa che non riesce a Hunt, che deciso a replicare a Jarier si lancia in una serie di tornate al limite, ma evidentemente esagera, perchè dopo aver ottenuto 2'32”21 arriva lungo in una curva e sbatte sui rails, distruggendo il muso della sua Hesketh. Il pilota inglese riesce comunque a raggiungere i box e a proseguire le prove sul muletto, che però non gli permette di ottenere meno di 2'32”59. “Sulla macchina di scorta non abbiamo montato la nuova sospensione posteriore, e la guidabilità ne risente” commenta il biondo inglese.

Dietro a Hunt, la seconda Ferrari di Clay Regazzoni, con 2'32”29, che pur senza avere gravi problemi (sono una fermata tecnica per un tampone della sospensione posteriore rotto) si prende a fine sessione oltre un secondo dal compagno di squadra. Chi invece di secondi al compagno di squadra riesce a darne ben due è Jody Sheckter, che con 2'32”47 è anche l'ultimo pilota sotto i 2'33”. Ma il sudafricano è veramente sopra le righe ovunque, con svariati testacoda nel tentativo di ottenere tempi di rilievo. Impegno sovrumano per il sudafricano, a differenza, almeno apparente, del pilota che lo segue, ossia Jacky Ickx, che con l'abituale flemma ottiene un comuqnue dignitoso 2'33”20 che significa “top ten” provvisoria. “Top ten” dalla quale è invece lontano anni luce Ronnie Peterson: lo svedese continua a scontare la “punizione” per la trattativa con la Shadow, ed è afflitto da continui problemi elettrici che fanno funzionare il suo motore a volte a 4, a volte a 6 cilindri. A ciò si aggiunge un disco freno storto che rende la vettura inguidabile in frenata ed a fine sessione il verdetto è impietoso: 3'09”93, ultimo tempo di sessione, penultimo assoluto, una situazione imbarazzante per un pilota di indiscusso valore come Superswede.

Chi invece chiude le prove con un largo sorriso è Mark Donohue, che con 2'33”33 entra per la prima volta nella “top ten”. “La macchina migliora di gara in gara, ora tocca a me” dice l'americano alla stampa. Oltre sette decimi dietro la Penske si classifica Jochen Mass, che pur con tutte le attenuante del caso fatica a giustificare i 3”08 che lo separano dal compagno di squadra. Il tedesco riesce a precedere Depailler sulla seconda Tyrrell 007, ma il fatto che soli 46 centesimi dietro di lui ci sia la Surtees di John Watson è un campanello d'allarme pericoloso, anche se è giusto dare merito alle grandissime capacità di guida dell'irlandese, che riesce a mettersi alle spalle, per un solo centesimo, un vettura che ha budget e blasone (almeno negli USA) assai diversi, ossia la Parnelli di Andretti, handicappato dalla rottura del motore a metà sessione.

Quindicesimo posto per Graham Hill, a suo modo sorprendente per velocità, che con 2'35”49 si mette alle spalle le due Wiliams di Laffite (2'35”94) e Merzario (2'36”35), col comasco che ad un certo punto sente la macchina “strana” nel posteriore e rientra ai box: la diagnosi ha dell'incredibile, in quanto tutti i supporti che fissano il motore sul telaio sono rotti (probabile un errato montaggio nds), e per il fantino nazonale è la fine delle prove. Lo stesso tempo di Merzario lo segna Pryce, che in pratica gira per pochissimi minuti per la rottura del cambio, ottenendo così un tempo che è ben 3” peggiore di quello della mattinata.

Altri due piloti riescono a scendere sotto il 2'37”: Brambilla, che continua a girare per imparare la pista e mettere a punto la rapportatura del cambio ottenendo 2'36”53, e Wilson Fittipaldi, che su una pista sulla quale ha già compiuto centinaia di giri riesce a non sfigurare e si classifica ventesimo con 2'36”64. Alle sue spalle chiudono la classifica uno Stommelen tormentato dal misfire e che non fa meglio di 2'42”86, il già citato Peterson ed il povero Mike Wilds, che nel giro di lancio arriva lungo in un a curva, esce di strada e sbatte rompendo il musetto. Non ve ne sono altri di tipo nuovo e ve ne è uno solo di tipo vecchio, per cui, onde evitare rischi, le prove per il Team “fantasma” finiscono qui. Se i “fantasmi” della BRM non fanno più paura ma solo tenerezza, le “ombre” (in senso di Shadow) hanno seminato il panico anche in Brasile dopo averlo fatto in Argentina, ed appaiono al momento praticamente imbattibili, così come ormai chiaramente “battibili” sono le Ferrari 312B3, alle quali le nuove mescole paiono aver messo, anziché le ali, i ceppi ai piedi.


CLASSIFICA PROVVISORIA (tra parentesi la sessione dove è stato realizzato il tempo):

1' Jean Pierre Jarier (Shadow DN5-Cosworth) 2'30”34 (II)
2' Carlos Reutemann (Brabham BT44B-Cosworth 2'31”00 (II)
3' Emerson Fittipaldi (McLaren M23-Cosworth) 2'31”01 (II)
4' Niki Lauda (Ferrari 312 B3) 2'31”12 (II)
5' Carlos Pace (Brabham BT44B-Cosworth) 2'31”59 (II)
6' James Hunt (Hesketh 308-Cosworth) 2'31”70 (I)
7' Clay Regazzoni (Ferrari 312 B3) 2'32”29 (II)
8' Jody Scheckter (Tyrrell 007-Cosworth) 2'32”47 (II)
9' Jacky Ickx (Lotus 72E-Cosworth) 2'33”20 (II)
10' Tom Pryce (Shadow DN3-Cosworth) 2'33”24 (I)
11' Mark Donohue (Penske PC1-Cosworth) 2'33”33 (II)
12' Jochen Mass (McLaren M23-Cosworth) 2'34”09 (II)
13' Patrick Depailler (Tyrrell 007-Cosworth) 2'34”42 (II)
14' John Watson (Surtees TS16-Cosworth) 2'34”55 (II)
15' Mario Andretti (Parnelli VPJ4-Cosworth) 2'34”56 (II)
16' Graham Hill (Lola T370-Cosworth) 2'35”49 (II)
17' Arturo Merzario (Williams IR/04-Cosworth) 2'35”94 (I)
18' Jacques Laffite (Williams IR/02-Cosworth) 2'35”94 (II)
19' Vittorio Brambilla (March 741-Cosworth) 2'36”53 (II)
20' Wilson Fittipaldi (Copersucar FD02-Cosworth) 2'36”64 (II)
21' Ronnie Peterson (Lotus 72E-Cosworth) 2'37”10 (I)
22' Mike Wilds (BRM P201) 2'39”26 (I)
23' Rolf Stommelen (Lola T370-Cosworth) 2'42”86 (II)


Se il Brasile fosse il Fronte Occidentale, Remark avrebbe sicuramente detto “niente di nuovo” commentando la terza sessione di prove, nelle quali Jarier, con la sua DN5 asisistita da un Cosworth nuovo di zecca, fa capire subito che l'essersi avvicinati a “soli” sei decimi da lui resterà il momento di maggiore vicinanza del weekend. Dopo mezz'ora di sessione, infatti (iniziata in ritardo a causa della “brillante” idea degli organizzatori di far entrare in pista un camion dei pompieri per innaffiare la pista, cosa che obbliga ad attendere la sua completa asciugatura nds), il francese fa calare la scure sulla pole position segnando lo stratosferico tempo di 2'29”88, nuovo record del tracciato ad oltre 191 di media, e primo avversario a 1”12. Per rendere l'idea della superiorità del binomio in nero, il secondo miglior tempo della sessione sarà di un ottimo Regazzoni, in netto progresso rispetto al giorno precedente.... in 2'31”22, quasi un secondo e mezzo dietro. Ed il francese non si accontenta: “Posso fare ancora meglio” dice alla stampa.

Dietro a Jarier ed a Regazzoni, la seconda Ferrari di Lauda, che ottiene 2'31”40 sulla sua vettura, mentre il muletto è oggetto delle attenzioni dei meccanici per la sostituzione del motore (evidentemente Niki per fare il tempo ha “tirato troppo” il boxer nds), e la prima Brabham, stavolta quella di Carlos Pace, che si dimostra molto costante ed ottiene 2'31”58, un centesimo meglio del tempo del giorno precedente. Alle sue spalle il compagno Reutemann, che pasticcia con l'assetto ed ottiene 2'31”81.

Sesta piazza per l'ultimo del pacchetto dei “big”, ossia Emerson Fittipaldi, che lavora moltissimo sul passo gara e sulla rapportatura del cambio, ed ottiene 2'32”28. Sono 2”40 dal leader, ma “El Rato” rimanda tutti all'ultima sessione: “Li darò il massimo per il tempo” dice. Dietro la McLaren N.1 la Hesketh di Hunt, che pur tornato sulla sua vettura “titolare” sembra essersi perso con le regolazioni e non fa meglio di 2'32”60, seguito da vicino da Depailler, che continua a togliere due secondi ad ogni sessione ed arriva a 2'32”94.

Ottima nona piazza di sessione per Merzario, che gira finalmente senza problemi e chiude il turno in 2'33”16, mettendosi alle spalle piloti e vetture sulla carta più forti come Scheckter (2'33”49), Mass e Donohue (2'33”68 per entrambi) e Peterson (2'34”25), che pur prendendosi quasi 4”5 dal poleman Jarier gira con costanza e senza guai tecnici. D'altronde le prestazioni della gloriosa ma obsoleta Lotus 72 sono queste, e lo dimostra anche la prestazione di Ickx, che rompe un semiasse e chiude le prove inglorioso diciassettesimo con 2'35”58. Tra i due piloti Lotus si inseriscono la seconda Shadow di Pryce (2'34”27), il sempre validissimo Watson con 2'34”70 e la seconda Williams di Laffite con 2'34”76.

Alle spalle del belga solo macchine di quarta fascia o con problemi meccanici: alla prima appartiene la March di Brambilla (2'36”53), mentre alla seconda appartiene la Parnelli di Andretti, che dopo dieci minuti di prove vede la pressione dell'olio precipitare e si ferma ai box prima di rompere un altro motore, evitando così alla squadra un'altra costosa rottura. Ma la sostituzione della pompa dell'olio (rotta nds) porta via praticamente quasi tutta la sessione, e l'americano riesce in pratica a fare solo lo shakedown prima dell'abbassarsi della bandiera a scacchi.

A chiudere due piloti ventesimi con lo stesso tempo di 2'36”80, ossia Hill e Wilson Fittipaldi, che precedono Wilds (2'37”15) ed il povero Rolf Stommelen, che tormentato da un Cosworth che, causa misfire, non prende più di 7000 giri, continua a restare piantato in ultima posizione con 2'51”85. A fine sessione il “capo” Graham Hill decide che per la prima mezz'ora userà lui la sua vettura, poi la cederà a Rolf per fargli realizzare un tempo almeno accettabile.

All'inizio della quarta ed ultima sessione ci si chiede a quale crono potrà scendere l'inarrestabile duo Jarier-Shadow DN5, e c'è addirittura chi ipotizza un 2'29” basso. A mettere tutti d'accordo ci pensa lo stesso francese, che con la smargiasseria tipica del suo carattere (e che secondo chi scrive gli precluderà traguardi importanti nds) ha la brillante idea di tirare a mille fin da subito, col risultato di percorrere un solo giro in 2'34”04 e poi di rompere fragorosamente il motore, ottnenendo così due risultati a posteriori decisivi: obbligare la squadra a rimontare per la gara il motore “stanco” delle prove e perdere tutta la sessione. La pole position del francese, comunque, non è in pericolo, anche perchè gli avversari di primo livello, ben sapendo di non poter in alcun modo raggiungere il “Tempone” del transalpino, lavorano quasi tutti in funzione gara. Il solo a non arrendersi è Fittipaldi, che proprio all'ultimo passaggio riesce a scendere sotto il muro dei 2'31” ottenendo, con 2'30”68, sia il miglior tempo della sessione che la prima fila accanto all'inavvicinabile Jarier. “Di più era impossibile fare, ho fatto un giro praticamente perfetto. Domattina farò qualche modifica nel warm-up, la rapportatura non mi soddisfa ancora al 100%, per il resto la macchina è fantastica”.

Secondo di sessione un altro pilota quantomai sopra le righe, ossia Jody Scheckter, che continuando nella sua sequela di testacoda, staccate a ruote bloccate e controsterzi a go-go riesce ad ottenere un tempo di 2'31”74, merito senz'altro molto più del pilota che della vettura, che pare già al limite con lo sviluppo. Alle spalle del sudafricano, ed ultimo pilota a scendere sotto i 2'32”, in regolare e coriaceo Regazzoni, che ottiene 2'31”82, confermandosi nuovamente avanti a Lauda, anche in questa sessione alle sue spalle con 2'32”34.

Quinte e seste, a conferma di una costanza prestazionale davvero rimarchevole, le due Brabham BT44B di Reutemann (2'32”82) e Pace (2'32”85), vicinissime in assetto gara, davanti a Depailler (2'33”04), che non migliora il crono della mattinata, e Mass, che con 2'33”06 inizia a dare segni di risveglio. La top ten di sessione è chiusa dal sempre più incredibile Watson, il cui 2'33”23 deve tenere conto del catorcio che guida, e da un Hunt “falloso” e nervoso, che dopo la botta del giorno precedente non riesce più ad entrare in sintonia con la pista fermandosi a 2'33”25. Il biondo inglese prova anche il “muletto”, ma il risultato è pressochè analogo: 2'33”51.

Undicesimo, ed ultimo dei piloti sotto 2'34”, un Peterson chiaramente scoraggiato dalla sua vettura e dal suo Team, e che ottiene 2'33”90 quasi senza volerlo. Alle sue spalle Donohue (2'34”01), il già citato Jarier, Merzario e Pryce appaiati con lo stesso identico tempo di 2'34”39, e Vittorio Brambilla, che dopo tante peripezie riesce a trovare un assetto che lo soddisfa e toglie oltre due secondi gitando in 2'34”44. Diciassettesima piazza per la seconda Williams di Laffite con 2'35”22, e diciottesima per un Ickx che conferma la totale crisi in cui versa il team Lotus: 2'35”51 il tempo del belga, che precede un Andretti ormai pronto per girare il film “Uomini sull'orlo di una crisi di nervi”, in quanto anche in questa sessione, dopo pochissimi giri (migliore dei quali in 2'35”76), la bellissima VPJ4 si ferma lungo il circuito per la rottura del motore, secondo in due giorni. Una vera iattura per Mario, costretto a partire dalle retrovie.

A chiudere il gruppo, dietro l'americano, quelli che Vasco Rossi chiamerebbe “i soliti”, almeno per questo inizio di stagione: Wilson Fittipaldi (2'36”47), Mike Wilds (2'37”96), ed il duo Lola, che come detto fa girare prima Graham Hill (2'38”53 per “Baffo”) e poi Rolf Stommelen, che ottiene 2'38”05 che, pur essendo nettamente il suo miglior crono, non lo salva dall'ultima posizione in griglia.

Si concludono così le prove, dominate in tutti i sensi da Jarier e dalla sua Shadow, ai quali solo la malasorte sembra poter togliere un successo che pare certo vista l'annichilente superiorità della macchina col numero 17.


GRIGLIA DI PARTENZA:

FILA1:
#17 Jean Pierre Jarier (Shadow DN5-Cosworth) 2'29”88
#1 Emerson Fittipaldi (McLaren M23-Cosworth) 2'30”68

FILA2:
#7 Carlos Reutemann (Brabham BT44B-Cosworth) 2'31”00
#12 Niki Lauda (Ferrari 312 B3) 2'31”12

FILA 3:
#11 Clay Regazzoni (Ferrari 312 B3) 2'31”22
#8 Carlos Pace (Brabham BT44B-Cosworth) 2'31”58

FILA 4:
#24 James Hunt (Hesketh 308-Cosworth) 2'31”70
#3 Jody Scheckter (Tyrrell 007-Cosworth) 2'31”74

FILA 5:
#4 Patrick Depailler (Tyrrell 007-Cosworth) 2'32”94
#2 Jochen Mass (McLaren M23-Cosworth) 2'33”06

FILA 6:
#20 Arturo Merzario (Williams IR/04-Cosworth) 2'33”16
#6 Jacky Ickx (Lotus 72E-Cosworth) 2'33”20

FILA 7:
#18 John Watson (Surtees TS16-Cosworth) 2'33”23
#16 Tom Pryce (Shadow DN5-Cosworth) 2'33”24

FILA 8:
#28 Mark Donohue (Penske PC1-Cosworth) 2'33”33
#5 Ronnie Peterson (Lotus 72E-Cosworth) 2'33”90

FILA 9:
#9 Vittorio Brambilla (March 741-Cosworth) 2'34”44
#27 Mario Andretti (Parnelli VPJ4-Cosworth) 2'34”56

FILA 10:
#21 Jacques Laffite (Williams IR/02-Cosworth) 2'34”76
#22 Graham Hill (Lola T370-Cosworth) 2'35”49

FILA 11:
#30 Wilson Fittipaldi (Copersucar FD02-Cosworth) 2'36”47
#14 Mike Wilds (BRM P201) 2'37”15

FILA 12:
#23 Rolf Stommelen (Lola T370-Cosworth) 2'38”05
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da Sponsor Anni70 » lun 24 dic 2018, 11:50

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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda GP56 » lun 24 dic 2018, 11:50

Faccio un salto di qualche mese e arrivo al GP di Austria, 17 Agosto 1975.

Al mattino, durante il warm up, muore in un incidente Mark Donohue.

L'incidente accade sotto ai miei occhi, assisto a tutta la scena, dal primo all'ultimo secondo, soccorsi compresi. La settimana successiva Autosprint esce con una descrizione inesatta, prendo carta e penna e scrivo una lettera che viene inaspettatamente pubblicata sotto forma di articolo, più tardi pubblicherò qui la scansione.

Inoltre, proprio pochi mesi fa, in rete ho trovato una foto che mi ritrae sulla scena dell'incidente, poi metterò pure quella.

Domanda OT agli esperti: il limite massimo di 256kb è per file postato o per il totale dei file postati?
"Tu ed io abbiamo ricordi più lunghi della strada che si allunga di fronte" (Sir Paul McCartney, e chi sennò?)
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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda Insight » lun 24 dic 2018, 12:10

Beh, complimenti per la tua prova di giornalismo, anche se l'occasione fu molto triste...
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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda GP56 » lun 24 dic 2018, 18:00

Ecco l'articolo di autosprint... nella foto, quello indicato dalla freccia rossa sono io
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Ultima modifica di GP56 il lun 24 dic 2018, 18:05, modificato 1 volta in totale.
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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda Insight » lun 24 dic 2018, 18:04

Complimenti ancora, una testimonianza molto incisiva ed efficace.
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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda GP56 » lun 24 dic 2018, 18:06

Grazie, quel giorno ho capito che non avrei mai fatto il pilota...
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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda Whiteshark » lun 24 dic 2018, 18:08

Complimenti all'amico GP56 per l'importantissima testimonianza. Lo invito o ad "aspettare" il GP.Austria oppure ad aprire un apposito topic su quel tragico incidente, che costò la vita a a Mark Donohue una sola settimana dopo avere battuto il primato di velocità sull'ovale di Talladega a bordo della "sua" Porsche 917/30 Can-Am. Vorrei se possibile rispettare la "temporalità" della stagione, e quindi ora....dopo le prove tocca alla gara brasiliana. Comunque è molto bello avere nel forum un altro appassionato di questa competenza.
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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda GP56 » lun 24 dic 2018, 18:15

'aspita, chiedo sorry, non avevo capito che ci fosse una sequenza temporale da rispettare!
Come ho già detto, io sono un manovale della tastiera e non sarei capace di spostare il tutto in un apposito spazio, farei solo danni... se vuoi farlo tu, per me va bene.
grazie
(manco so quando mi è venuta la passione, il ricordo corsaiolo più lontano che ho è il TG che da la notizia dell'incidente di Von Trips a Monza...)
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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda Whiteshark » lun 24 dic 2018, 18:33

Niente scuse e niente "sequenze", caro GP56. Semplicemente dato che in questa stagione si analizza il 1975 pensao sia meglio farlo in ordine cronologico. Se hai la possibilità di guardare la stagione 1974 vedrai che i tragici incidenti di Revson e Koinigg sono inseriti in modo temporale. Poi ovviamente i commenti possono spaziare senza alcun problema. Grazie ancora per la testimonianza. Per la cronaca, la velocissima curva Hella rimase inalterata anche nel 1976, per poi essere modificata e trasformata in chicane nel 1977.
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Re: F1 Stagione 1975

Messaggioda Whiteshark » gio 27 dic 2018, 23:59

GP.BRASILE: GARA.

1'-10' GIRO: Nel warm-up mattutino, svolto davanti ad una folla già strabocchevole (150.000 spettatori secondo gli organizzatori nds), accadono alcuni fatti che avranno una notevole importanza sulla corsa. Emerson Fittipaldi, ad esempio, deciso a giocare tutte le sue carte, compie due modifiche che col senno di poi si riveleranno probabilmente fatali: fa allungare la prima marcia per poterla sfruttare in un punto del circuito e avere più accelerazione, e “carica” maggiormente la macchina dando più alettone posteriore per risparmiare le gomme. La scivolosità del tracciato di Interlagos, infatti, fa si che praticamente tutti i piloti partano con gomme della soluzione più tenera, a parte Reutemann che decide (e “topperà” alla grande) una soluzione mista con tre morbide e l’anteriore sinistra (molto sollecitata dal circuito) di tipo duro. Se il campione del mondo lavora “di fino”, alla Ferrari devono invece lavorare “di corsa”, dopo che Lauda rientra ai box con una inquietante perdita d'olio, cosa che suggerisce, vista la morìa dei boxer negli ultimi tempi, la sostituzione del propulsore (a tale proposito è abbastanza strano rilevare che Lauda rompeva molti più motori di Regazzoni pur avendo in teoria una guida più ”gentile” nds), cosa che obbligherà gli organizzatori a ritardare la partenza di una quarantina di minuti (tanto all'epoca delle TV importava molto poco nds). Jarier, inoltre, decide di far montare sulla sua vettura, sulla quale è stato rimontato il Cosworth che ha fatto le prove di Argentina e Brasile, tutto il gruppo di alimentazione del Cosworth rotto nelle ultime prove.

Come detto prima, con quaranta minuti di ritardo, le vetture partono per il giro di formazione, giro percorso per ultimo da Emerson Fittipaldi tra le urla di incitamento della “torcida” brasiliana. Sullo schieramento iniziano i problemi del povero Peterson: prima è costretto a cambiare una gomma anteriore che perde pressione per un cerchione difettoso, poi al momento di riaccendere il motore per allinearsi sullo schieramento il Cosworth resta silente per un problema elettrico. La Lotus 72 numero 5 viene così spinta a bordo pista mentre le vetture si allinenano per la partenza, partenza ancora data con la bandiera nazionale, pratica che da modo ai “furbi” di fare “furbate”. Ed in questo caso l'Oscar della “furberia” viene vinto dal duo Brabham, che scatta con vergognoso anticipo rispetto al resto del plotone, col risultato che alla prima curva Reutemann è primo e Pace terzo, da terzo e sesto che erano. Tra i due, la Shadow di Jarier, che parte bene ma che saggiamente, conscio della sua superiorità, non tira la staccata alla prima curva. Chi invece parte disastrosamente è Fittipaldi, che alla poca reattività somma la lunghissima prima marcia che ha fatto montare, col risultato di trovarsi alla prima curva addirittura in settima posizione, preceduto anche dalle due Ferrari di Regazzoni e Lauda e dalla Tyrrell di Scheckter. Ma per quanto possa apparire incredibile, c'è chi fa peggio del campione del mondo: Hunt, infatti, non ne azzecca una in tutto il primo giro, e tra scatto al ralenti e “lungo” alla prima curva conclude il primo giro addirittura in 16' posizione. Giro che, alla sua chiusura, vede in testa Reutemann, seguito come detto da Jarier, Pace, Regazzoni, Lauda, Scheckter, Fittipaldi, Depailler, l'incredibile Watson nono assoluto, quindi Ickx, Merzario, Mass, Pryce, Donohue, Andretti, il già citato Hunt, Brambilla, Laffite, Wilds, ed a chiudere le due Lola di Hill e Stommelen e la Copersucar di Wilson Fittipaldi. Ancora bloccato a bordo pista è Peterson, la cui Lotus non vuole saperne di accendersi. L'impresa riuscirà una ventina di secondi dopo che la Copersucar di Wilson Fittipaldi ha tagliato il traguardo, e lo svedese partirà con oltre un giro di ritardo e con la gara già segnata.

Già nel corso del secondo giro bisogna registrare il primo abbandono: il povero Brambilla, infatti viene piantato in asso dal motore e deve abbandonare il diciassettesimo posto e la corsa. Sempre nel corso della seconda tornata Ickx supera Watson mentre Merzario deve cedere due posizioni agli arrembanti Mass e Pryce, così che alla chiusura del secondo passaggio l'ordine vede Reutemann già nel mirino di Jarier, quindi Pace, Regazzoni, Lauda, Scheckter, Fittipaldi, Depailler, Ickx e Watson a chiudere la top ten. A seguire Mass, Pryce, Merzario, Donohue, Andretti, Hunt, Laffite, Hill che ha superato Wilds, e dietro la BRM Stommelen, Wilson Fittipaldi e Peterson staccato di un giro.

Già a partire dal terzo giro emerge chiaramente che la scelta di Reutemann di partire con gomme “miste” è stata infelice: l'argentino infatti è vittima di un incredibile sottosterzo nelle curve a sinistra, a causa del pneumatico anteriore destro di mescola più dura che tende a “strappare”, e nel misto è costretto a “remare”. Jarier, conscio di stare perdendo troppo tempo dietro alla Brabham N.7, inizia a puntare “Lole” praticamente ad ogni curva per cercare un varco prima che il ritmo troppo lento del sudamericano favorisca il rientro del gruppo. Chi invece i varchi li lascia è Merzario, che arriva lungo in una curva, sbanda e, pur senza andare in testacoda, perde tre posizioni a vantaggio di Donohue, Andretti e Hunt, mentre nelle retrovie la Copersucar compie il primo sorpasso della sua storia (che non ne avrà molti nds) grazie al..... Cosworth di Stommelen, che continua ad accusare misfire e deve cedere la ventesima piazza a Wilson Fittipaldi.

Al quarto giro Reutemann, allargando a dismisura la sua BT44B, riesce ancora a resistere a Jarier, che però, spazientito, chiude la tornata nella scatola del cambio dell'argentino, che infatti supererà duecento metri dopo. Il resto del gruppo, ad eccezione di Mass che ha scavalcato Watson (cosa ovvia vista la differenza delle prestazioni delle vetture nds), segue a posizioni invariate, col povero Fittipaldi che, pur palesemente più rapido di chi lo precede, è vittima della sua scelta di assetto: decisamente più lento, ma con meno alettone, Scheckter, senza fare nulla di scorretto, “tiene dietro” Emerson, che orfano di velocità di punta è anche costretto a stare relativamente a distanza dalla Tyrrell N.3 per non affaticare le gomme ad inizio gara.

All’inizio del quinto giro, come detto, Jarier scavalca Reutemann alla staccata della prima curva e subito allunga in modo impressionante sulla Brabham-Martini dell'argentino. Al termine della quinta tornata il francese ha già quasi 2” su “Lole”, che inizia a vedere negli specchietti sempre più minacciosa la sagoma della vettura gemella del compagno Pace. Regazzoni, Lauda, Scheckter e Fittipaldi seguono in trenino, seguiti da Depailler che ha già ampiamente distanziato Ickx che è sotto attacco da parte di Mass. Seguono Watson, Pryce, Donohue, Andretti, Hunt, Merzario, Laffite, Hill, Wilds, Wilson Fittipaldi, Stommelen e Peterson doppiato.

Al sesto giro Jarier “spara” un crono monstre per gli avversari, 2’35”12, che si traduce in oltre 2” guadagnati sugli inseguitori. Reutemann è a 4”3 e, in difficoltà per le gomme, inizia a fare da “tappo” alle vetture dietro di lui, in primis il compagno di squadra Pace e Regazzoni. Intanto, sempre al retao, Mass riesce a superare Ickx e subito allunga perentoriamente nei confronti della Lotus N.6, mentre il boato del pubblico accompagna il secondo sorpasso della storia della Copersucar, con Wilson Fittipaldi che davanti ai box supera la BRM di Wilds (lotta tra titani nds....). Nello stesso punto, qualche secondo prima, Hunt aveva proseguito nella sua rimonta superando la Parnelli di Andretti e passando così in 14’ posizione.

Al settimo passaggio Jarier “replica” il tempo (2’35”19) e si fa ormai di nebbia per gli avversari che, “stoppati” da Reutemann che gira sempre in 2’37” sono ormai a oltre sei secondi dalla Shadow N.17. Il ritmo non irresistibile di Reutemann favorisce il ricompattamento del gruppo, tanto che all’ottava tornata, nella quale Jarier sfonda il muro del 2’35” con uno stratosferico 2’34”77, Reutemann passa (cronometraggio personale su immagini TV e quindi non perfetto) a 8”05, Pace a 8”42”, Regazzoni a 8”89, Lauda a 9”43, Scheckter a 10”16, Fittipaldi a 10”51, Depailler a 11”74 e Mass a 13”46. Nella stessa tornata Hunt prosegue il suo recupero, passando Donohue e mettendo subito nel mirino la Shadow di Pryce avanti a lui.

Al nono giro ennesimo tempone di Jarier (2’35”53). Reutemann, ormai in totale crisi, passa staccato di oltre 9”, mentre sul gruppone frenato dalla Brabham N.7 si sta riportando Mass. Hunt, chiuso il distacco, supera la Shadow di Pryce, e si porta in 12’ posizione. Il primo quarto di gara si chiude con il punto esclamativo di Jarier, che, malgrado i disperati gesti dei box di andare piano, “conclude” la sua fantastica cavalcata di giri veloci facendo quello che resterà il record della gara: 2’34”16 e, solo in questo passaggio, 3” guadagnati sui rivali sempre frenati da Reutemann, che sebbene visibilmente più lento di Pace e Regazzoni non dà assolutamente strada al compagno di squadra, agevolando così il rientro di Mass sul plotone degli immediati inseguitori (si fa per dire) di Jarier. Nella pancia del gruppo, intanto, anche la Penske di Donohue supera la Shadow di Pryce, mentre la corsa di Merzario viene compromessa dallo stesso inconveniente accusato dal comasco in Argentina: rottura del cavo del gas e per la Williams N.20 è una lunghissima sosta ai box, da cui ripartirà ultimissimo. Dettagli da retrovie per una gara che, almeno per la prima posizione, sembra già essere conclusa, visto l'incredibile strapotere dell'uomo in nero Jarier e della sua DN5.


DOPO 10 GIRI:

1' Jean Pierre Jarier
2' Reutemann a 12”2
3' Pace a 12”5
4' Regazzoni a 12”9
5' Lauda a 13”2
6' Scheckter a 13”7
7' E.Fittipaldi
8' Depailler
9' Mass
10' Ickx
11' Watson
12' Hunt
13' Donohue
14' Pryce
15' Andretti
16' Merzario
17' Laffite
18' Hill
19' W.Fittipaldi
20' Wilds
21' Stommelen
22' Peterson a 1 giro

11'-20' GIRO: Con la prima posizione che sembra in archivio, l'interesse per la gara è tutto sulla lotta per la seconda posizione, con Reutemann a guidare (anzi, frenare....) il gruppo dietro a lui, gruppo che, dopo l'asmatica locomotiva N.7, inizia con la seconda Brabham di Pace e termina con la McLaren dell'ottimo Mass. Alle spalle del tedesco, sempre in questa tornata, il sensazionale Watson supera Ickx entrando nella top ten. Il belga, come sempre quasi irritante per arrendevolezza, viene scavalcato al giro seguente anche da Hunt, che continua la sua rimonta lenta ma costante nel gruppetto “di mezzo” che comprende anche Donohue, Pryce e Andretti, che al successivo tredicesimo giro scavalca la Shadow N.16 del britannico e gli prende il quattordicesimo posto. Si chiude così il primo terzo di gara, con Jarier che chiude il 13’ giro con oltre 15” su Reutemann, in lotta selvaggia con Pace, che punta da tutte le parti il compagno di squadra ma che deve stare anche attento a non esagerare avendo il respiro di Regazzoni sulla nuca. Attaccato a Clay c’è Lauda, attaccato a Lauda c’è Scheckter che ha negli scarichi Fittipaldi, che a vettura alleggerita è nettamente più veloce del sudafricano però irraggiungibile sul dritto. Dietro Emerson a meno di un secondo passano Depailler e Mass anche loro in lotta titanica, poi il vuoto: Watson passa già a 45”, seguito da Hunt, Ickx, Donohue, Andretti, Pryce. Altro “buco” di diversi secondi e tocca alla “serie C”, con Laffite che precede Hill, Wilson Fittipaldi, Wilds e Stommelen ultimo a pieni giri, con Peterson a 1 giro e Merzario ancora fermo ai box mentre i meccanici stanno riparando il cavo del gas.

Al 14’ passaggio, alla Sargento, Pace, con una manovra “o tu o io”, riesce finalmente a mettere le sue ruote davanti a quelle del compagno di squadra (e incubo dei giri precedenti) Reutemann, per la gioia della torcida brasiliana (abbondantemente annaffiata d’acqua prima della corsa come abitudine). Le speranze dei tifosi di assistere ad un impetuoso recupero del proprio beniamino sulla Shadow capolista durano però un giro: al 15’ passaggio, il primo a pista libera, Pace fa si il suo giro veloce fino a quel momento, ma si ferma a 2’35”94, mentre nella stessa tornata Jarier gira in 2’35”21. I 17”5 che separano Jarier da Pace sembrano dunque irrecuperabili, ma il girare sotto i 2’36” consente a Pace, col resto del gruppo sopra 2’37” a causa di Reutemann, di fare subito il vuoto alle sue spalle. Sempre nel 15’ giro Andretti, autore di una buona prestazione, supera la Penske di Donohue (in crisi di gomme) e gli strappa il 13’ posto. Il giro successivo primo colpo di scena a scuotere l’alta classifica: Jody Scheckter, in sesta posizione, sente la vettura “scappare nel posteriore e si ferma ai box: la posteriore destra è desciappata. Per sua fortuna Jody è vicinissimo ai pits, e grazie allo splendido tempo (28”) impiegato dai meccanici riparte 14’ dietro a Pryce. Fittipaldi, così, scala di una posizione e subito si porta negli scarichi di Lauda, dimostrando di essere chiaramente più veloce del ritmo cui è obbligato dalle vetture più lente davanti a lui. Lo stesso inconveniente di Scheckter capita anche a Donohue, e l’americano è costretto anch’egli alla una sosta ai box dalla quale riparte 20’ dietro alla Embassy di Stommelen.

Alla chiusura del 17' giro, quindi, Jarier comanda la corsa ed ha portato a 18”8 il suo vantaggio su Pace, che, dal canto suo, ha già oltre 3” sul gruppo formato da Reutemann, Regazzoni, Lauda, Fittipaldi, Depailler e Mass. Watson è splendido nono e precede Hunt, Ickx che ha negli scarichi Andretti, poi Pryce, Scheckter, Laffite, Hill, Wilson Fittipaldi ultimo a pieni giri, ed a chiudere Wilds, Stommelen, Donohue, Peterson che è appena stato doppiato per la seconda volta da Jarier e Merzario ancora fermo ai box.

Al diciottesimo giro Andretti prosegue nel suo recupero scavalcando Ickx e passando 11’. Sul terzetto formato dall'americano, dal belga e da Pryce rinviene con grande velocità Scheckter, che in questo passaggio fa il suo giro veloce in 2’35”95, ma per il sudafricano è l’ultimo atto. Il giro successivo si rompe il serbatoio dell’olio, e l'acre odore del lubrificante consiglia Jody di rientrare ai box, dai quali ovviamente non uscirà più. Intanto Regazzoni è ormai perennemente negli scarichi di Reutemann, che con la vettura sempre più squilibrata a causa delle gomme è ormai impossibilitato a difendersi. Ed alla chiusura del diciannovesimo giro, mentre Merzario riparte dai box, l'elvetico affianca e supera l'argentino guadagnando il podio virtuale, un bel sorpasso, che però viene “oscurato” dal boato della torcida che, a metà del ventesimo giro, saluta lo splendido sorpasso col quale Fittipaldi supera Lauda, una manovra “alla Fittipaldi” per fortuna documentata dalle immagini TV: il brasiliano si stacca leggermente prima della curva do Sol per poter prendere “la rincorsa”, percorre sparato la curva, ne esce nettamente più veloce di Lauda e lo affianca all'interno della Sargento superandolo di forza e guadagnando la quinta posizione. Il campione del mondo sembra decisamente in palla, ma il troppo tempo perso in partenza fa si che la sua rincorsa possa, al momento, puntare solo al gradino più basso del podio, distante meno di 4”, e non certo alle prime due posizioni ormai consolidate.


DOPO 20 GIRI:

1' Jean Pierre Jarier
2' Pace a 19”9
3' Regazzoni a 26”9
4' Reutemann a 30”1
5' E.Fittipaldi a 30”3
6' Lauda a 32”0
7' Depailler
8' Mass
9' Watson
10' Hunt
11' Andretti
12' Ickx
13' Pryce
14' Laffite
15' Hill
16' W.Fittipaldi
17' Wilds a 1 giro
18' Stommelen a 1 giro
19' Donohue a 1 giro
20' Peterson a 2 giri
21' Merzario a 9 giri


21'-30' GIRO: Mentre per Jarier e Pace tutto sembra estremamente tranquillo, per la terza piazza la lotta si accende con Regazzoni, che al 21' giro fa il suo best lap in un ottimo 2'35”63, e Fittipaldi, che martella in modo asfissiante Reutemann cercando di passarlo per non perdere contatto dalla Ferrari N.11. Nella stessa situazione di Reutmann si trova Lauda, che dopo essere stato competitivo per i primi 15 giri (con il giro veloce personale in 2'35”22, alla fine terzo assoluto nds) si trova a combattere con vibrazioni e sottosterzo in peggioramento man mano che la macchina si alleggerisce, e viene pressato e puntato in ogni curva dal duo Depailler-Mass. Nella stessa tornata Donohue, che evidentemente ha spiattellato le gomme nuove con qualche staccata fumante, si riferma ai box per cambiarle, ripartendo penultimo dietro a Peterson e davanti al solo Merzario. Mossa che passa quasi inosservata, perchè mentre l'americano esce dai box le tribune tremano per le urla della torcida che vede Fittipaldi, all'inizio del 22' giro, affiancare e superare Reutemann guadagnando la quarta posizione ed iniziando subito la caccia a Regazzoni che lo precede di quasi 5”. Clay sembra avere i mezzi per resistere, ma purtroppo per lui il giro seguente, mentre la BRM di Wilds si arresta per una panne elettrica facendo concludere anzitempo all'inglese le sue pene (come dimostra il best lap in 2'41”84, 7”5 peggio del giro veloce della corsa nds) qualcosa sulla sua Ferrari si “ammala”: non sono riuscito a capire se sia stato un calo di motore o magari una spiattellata o, forse, il “solito” ammortizzatore tallone d'Achille della 312 B3, ma dal 23' giro in poi la “rossa” N.11 alza di oltre un secondo i suoi tempi, proprio mentre il vantaggio di Jarier su Pace, che al 22' giro era arrivato alla punta massima di 22”5, inizia lentamente a scendere. La 23' tornata vede transitare sempre primo Jarier con 21” su Pace, 30” su Regazzoni e 34” su Fittipaldi, autore in questo giro della sua migliore prestazione con 2'35”73. Alle spalle del campione del mondo Reutemann è stato raggiunto dal terzetto Lauda-Mass-Depailler, col tedesco che proprio in questo giro ha scavalcato il francese “stoppato” dalla Brabham e dalla Ferrari. Invariate le altre posizioni, eccezione fatta per Donohue, che dopo aver fatto con gomme fresche il suo giro veloce in 2'37”51 è costretto al ritiro per la pericolosissima rottura del supporto dell'alettone posteriore, incruento anticipo di quanto accadrà in Spagna. Per fortuna l'americano riesce a controllare la vettura ed a fermarsi a bordo pista senza danni, lasciando così diciannove vetture in corsa.

Giro 24, e vantaggio di Jarier che scende a 20”. Regazzoni è sempre a 30” ma Fittipaldi solo in questa tornata guadagna due secondi sul ferrarista. Dietro a “El Rato” capolavoro del compagno Mass, che in questo passaggio supera prima Reutemann e poi Lauda, allungando subito di qualche lunghezza sugli inseguitori ormai ridotti a terzetto, col povero Depailler che, pur nettamente più veloce sia di Reutemann che di Lauda, non ha abbastanza velocità per superarli. Chi di velocità ne aveva molta, ma ne ha persa parecchia, è senz'altro Jarier, che passa il traguardo del 25' giro con poco più di 18” su Pace e facendo strani gesti al box. Come si saprà poi, il distributore di accensione della sua Shadow ha iniziato a funzionare ad intermittenza, e in uscita dalle curve lente il motore perde colpi. In ogni caso il ritmo del francese resta sul 2'36” alto, e pur girando al suo limite (2'35”75 in questo giro) Pace non ha avanti a se, se le cose non cambiano, giri sufficienti per raggiungere il francese. Chi invece ha già raggiunto il sui bersaglio è Fittipaldi, che chiude questo giro negli scarichi di Regazzoni sempre più in crisi. 7” dietro Fittipaldi passa Mass, che a sua volta a già frapposto 4” tra se ed il terzetto Reutemann-Lauda-Depailler. Ma il ritmo dell'argentino e dell'austriaco, ormai, è da terza fascia, e così Depailler, nella successiva tornata 26, riesce a superare, come Mass, sia Niki che “Lole”, entrando così in zona punti ed iniziando a girare velocissimo. Alle spalle di, a questo punto, Lauda, si consuma il dramma sportivo di Watson, autore di una grandissima gara che, col senno di poi, avrebbe potuto portarlo addirittura in zona punti: nel corso del 26' giro l'irlandese è vittima di una foratura, ed al giro seguente, che vede Pace ridurre a 16” il suo svantaggio da Jarier e Lauda superare finalmente l'ormai “agonizzante” Reutemann, deve fermarsi ai box a cambiare la gomma posteriore sinistra, ripartendo quattordicesimo dietro alla Williams di Laffite. In questa tornata si registrano anche i pugni di Fittipaldi a Regazzoni, reo, secondo il brasiliano, di ostacolarlo. Ma Clay è davanti ed ha tutto il diritto di tentare di restarci, anche se questo costa ad Emerson dei secondi probabilmente decisivi. Alla chiusura del 28' passaggio, infatti, Pace ha poco più di 15” di ritardo da Jarier, ma quasi 13” di vantaggio su Regazzoni, che ormai viene puntato da Fittipaldi ad ogni curva. E dato che “repetita iuvant”, Emerson decide di rifare con Regazzoni la stessa manovra che ha fatto qualche giro prima con Lauda, ossia prendere la rincorsa alla curva do Sol per attaccare alla staccata della Sargento, ed anche questa volta l'esito è che la McLaren N.1 esce dalla curva davanti alla Ferrari. Immediatamente Emerson si fa di nebbia per Clay, che tuttavia non può minimamente rilassarsi in quanto a passo di carica (almeno rispetto al suo ritmo nds) sta arrivando la seconda McLaren di Mass, che sfruttando la lotta tra lo svizzero ed il suo caposquadra si è portato a meno di 4” dalla 312 B3 N.11. Dietro a Mass il pilota in questo momento più veloce in pista, ossia Depailler, che in questo giro 29 ottiene la sua migliore prestazione assoluta in 2'35”59 anche se la sua guida al limite ed oltre non sembra garanzia di arrivare in fondo. Dietro alla Tyrrell Lauda già inesorabilmente distanziato, Reutemann che ormai è tra i più lenti in pista, Hunt che ha costruito un piccolo ma importante margine di vantaggio su Andretti e l'indolente Ickx a chiudere i primi dieci. Alle sue spalle e non troppo lontano Pryce, Laffite attaccato da Watson nettamente più veloce di lui (come dimostrano i best lap dei due piloti, 2'39”75 per il francese, 2'37”02 con gomma nuova per l'irlandese nds), ed a chiudere i doppiati Hill, Wilson Fittipaldi, Stommelen, Peterson (a 2 giri) e Merzario (a 9 giri), che pur certo di non essere classificato si comporta in modo estremamente professionale, come dimostra il suo giro veloce in 2'37”56 ottenuto al successivo trentesimo passaggio, dove.oltre al sorpasso di Watson ai danni di Laffite, Pace vede scendere sotto i 15” il suo ritardo da Jarier, ma anche scendere sotto i 13” il suo vantaggio dallo scatenato Fittipaldi, che a pista libera può sfruttare sia l'assetto più carico che la particolare rapportatura del cambio.


DOPO 30 GIRI:

1' Jean Pierre Jarier
2' Pace a 14”8
3' E.Fittipaldi a 27”7
4' Regazzoni a 31”3
5' Mass a 32”9
6' Depailler a 35”1
7' Lauda
8' Reutemann
9' Hunt
10' Andretti
11' Ickx
12' Pryce
13' Watson
14' Laffite
15' Hill a 1 giro
16' W.Fittipaldi a 1 giro
17' Stommelen a 1 giro
18' Peterson a 2 giri
19' Merzario a 9 giri


30'-40' GIRO: La corsa entra nel suo ultimo quarto ancora apertissima per le posizioni al vertice e piena di interrogativi: riuscirà Jarier a portare la sua zoppicante Shadow in fondo alla gara ? E se si, riuscirà a mantenere la testa tesaurizzando quei quindici secondi di vantaggio su Pace che gli danno la possibilità di perderne oltre uno al giro sul brasiliano ? E “Mojo” riuscirà ad aumentare il ritmo ? Fittipaldi riuscirà ad agguantare il connazionale ora che ha pista libera ? Regazzoni riuscirà a resistere al ritorno degli scatenati Mass e Depailler ? Tutte domande che attendono gli ultimi 25 minuti di corsa per essere dipanati. Per intanto, a metà del 31' giro, si registra il definitivo ritiro di Merzario, che comunque non sarebbe stato classificato, a causa della pressione del carburante che va a zero a causa della rottura della pompa della benzina. Il giro si chiude con Jarier che ha 14” su Pace e 26”2 su Fittipaldi scatenato, mentre su Regazzoni è ormai piombato Mass seguito a breve distanza da Depailler. Dietro a Lauda, Reutemann, ormai fuori dalla zona punti, rientra ai box a cambiare tutte e quattro le gomme ripartendo dodicesimo alle spalle di Pryce. Ma il britannico, che stava guidando al limite avendo fatto il giro precedente il suo best lap in 2'37”87 per cercare di raggiungere Ickx circa 7” avanti a lui, esagera e al termine del retao arriva lungo e finisce nelle reti, chiudendo in modo inglorioso una corsa comunque sufficiente. Ma il giro 32 riserva ancora una sorpresa alla curva Cotovelo: Depailler, che guidando sempre sopra le righe aveva ormai rimesso nel mirino Mass e Regazzoni, tira al massimo la staccata, ma al momento di curvare a destra la macchina va dritta e senza controllo: si è spezzato un braccio della sospensione anteriore destra, e la 007 numero 4 conclude la sua corsa nelle reti di protezione, che comunque svolgono al meglio il loro compito. Peccato davvero per Depailler, autore di una prestazione eccellente che lo avrebbe potuto portare anche sul podio. Lauda, quindi, torna in zona punti, mentre il compagno Regazzoni è ormai assediato da Mass, che pur senza essere mai veramente velocissimo (2'36”32 il suo best lap) è stato estremamente costante nell'arco di tutta la gara. Ed infatti, a metà del 32' giro, il tedesco della McLaren supera lo svizzero in rosso e gli prende il quarto posto. Ma il boato che si sente rimbombare per tutto il circuito non è dovuto alla manovra di Mass, bensì a quella di Jarier, che... parcheggia la sua Shadow DN5 poco prima della fine del giro, per un cortocircuito nella scatola transistor del distributore di accensione. Per il francese, che all'ultimo rilevamente aveva ancora 13” di vantaggio su Pace e poteva quindi permettersi di perdere quasi due secondi al giro, è la fine della corsa e l'addio ad una meritatissima vittoria, un addio che forse è iniziato il giorno precedente, quando il transalpino ha inutilmente forzato a mille rompendo il motore nuovo e dovendo arrangiarsi per la corsa con quello usato ed affaticato in tutte le sue componenti.

Ad ogni modo ora, tra il delirio della folla, la vittoria è un affare tra brasiliani, con Pace che passa con 10”8 su Fittipaldi e oltre 18” su Mass, che a questo punto, col podio raggiunto e con davanti l'intoccabile compagno di squadra, alza di oltre due secondi al giro i suoi tempi e punta solo ad arrivare senza rischi a fine gara. Regazzoni è quarto e non più insidiato da Depailler, Lauda quinto, e Hunt, diventato sesto, deve difendersi dal ritorno dell'arrembante Andretti. Ickx è ora ottavo, ma Reutemann, con gomme fresche, gli guadagna due secondi al giro. Watson chiude la top te, davanti a Laffite, Hill, Wilson Fittipaldi, Stommelen e Peterson, che probabilmente non vede l'ora che questo calvario finisca (ed il best lap dello svedese, 2'38”11, quasi un secondo più lento del 2'37”19 del compagno Ickx, è esemplificativo).

Nei giri successivi Fittipaldi, probabilmente maledicendo la sua partenza ed il tempo perso dietro a Lauda e Regazzoni (anche a fine gara il brasiliano sarà estremamente polemico contro Regazzoni, cosa abbastanza ridicola visto che sia lui che Niki erano davanti e non doppiati nds), recupera decimi su decimi al connazionale Pace, distanziando nel contempo tutti gli avversari: al 34' giro “El rato” è a 10”1 da “El Mojo”, al 35' giro a 9”, al 36', mentre Reutemann e Hill fanno i loro giri veloci rispettivamente in 2'36”30 e 2'39”97 a 8”2, ed al 37' a 7”5. Emerson è più veloce, ma non abbastanza, a differenza di Reutemann che al giro successivo supera Ickx e gli strappa una inutile ottava posizione, ed a questo punto il campione del mondo si rassegna accontentandosi della seconda posizione. Con tutte le altre piazze ormai congelate, l'ultimo duello in pista è quello tra Hunt ed Andretti per la sesta posizione: Mario, come Fittipaldi, è più veloce del suo avversario, che tiene coi denti il vantaggio acquisito precedenza: all'inizio dell'ultimo giro, un minuto dopo che il battistrada Pace ha iniziato anch'egli l'ultima tornata con 6”4 su Fittipaldi (come da immagini TV nds), Hunt ha ancora più di 2” di vantaggio sulla Parnelli di Andretti, che però non si arrende ed in quest'ultimo giro segna il secondo giro veloce assoluto della corsa (primo degli “umani” nds) con 2'35”19. Il biondo inglese, però, fa anch'egli il suo best lap con 2'35”79 e conserva 1”7 sul traguardo. Il tutto nel delirio della torcida, che 65” prima aveva salutato la doppietta verdeoro, con Carlos Pace che, a braccio alzato, aveva tagliato il traguardo cogliendo la sua prima (e purtroppo unica nds) vittoria in Formula 1. Certo, una vittoria dovuta al ritiro di Jarier, che pur con l'auto azzoppata era comunque imprendibile per il sudamericano, ma comunque conquistata con grinta e determinazione, e con un eccellente controllo nelle fasi finali della corsa quando le segnalazioni del box davano sicuramente il riavvicinamento di Fittipaldi. Il campione del mondo, secondo a meno di 6" e risalito a suon di sorpassi (come in Argentina nds), rafforza la leadership mondiale, me certo grande deve essere il suo rammarico per la pessima partenza, oltre al tempo perso per superare le due Ferrari. Mass, splendido terzo, compie magnificamente il suo ruolo di spalla andando a rubare punti ai due ferraristi, quarto e quinto. Hunt, sesto, chiude la zona punti, davanti all’ottimo Andretti, il deludente Reutemann, Ickx, l'ottimo Watson che senza la foratura sarebbe probabilmente arrivato davanti a Hunt, Laffite, Hill, Wilson Fittipaldi che conclude una corsa comunque dignitosa, Stommelen che ha lottato per tutta la gara con il misfire del suo motore (come dimostra il suo best lap in un imbarazzante 2'40”92 nds) e il povero Peterson.

Dopo la gara, musi lunghi al Team Ferrari: l’introduzione della “monogomma”, che la Goodyear, fornitore unico, ha imposto per motivi economici (in ogni gara due sole mescole ed una sola carcassa), ha tarpato le ali alla B3: se non arriva al più presto la 312T, con questo Fittipaldi che pare inarrestabile si rischia di compromettere l’intera stagione. A Maranello il Drake, con una decisione coraggiosa tipica dell’uomo, decide seduta stante che la T debutti il 2 Marzo in Sudafrica e non, come concordato, il 27 Aprile in Spagna, “a costo di lavorare 24 ore al giorno sabato e domenica inclusi”. Chi invece parte dal Sudamerica tranquillissimo è proprio il pilota più sfortunato di questo inizio di stagione, ossia Jean Pierre Jarier, convinto che il secondo al giro che la sua vettura ha su tutti possa restare tale anche per il resto della stagione. Non sa ancora, il francese, che questa super competitività della Shadow è dovuta al fatto che la vettura angloamericana ha azzeccato per puro caso la combinazione ideale delle sospensioni con la monogomma, mentre il resto dei Teams non ha avuto tempo di adattarle perfettamente. Basterà aspettare Marzo, e quindi dare alle squadre un mese di tempo per affinare le vetture, e già in Sudafrica per la Shadow e per Jarier il risveglio sarà brusco e doloroso.


CLASSIFICA FINALE GP.BRASILE (40 giri x 7,96 km. = 318,400 Km.)


1’ Carlos Pace (Brabham BT44-Cosworth) 40 giri in 1h.44’41”17 media 182,48 km/h
2’ Emerson Fittipaldi (McLaren M23-Cosworth) a 5”79
3’ Jochen Mass (McLaren M23-Cosworth) a 36”66
4’ Clay Regazzoni (Ferrari 312B3) a 43”28
5’ Niki Lauda (Ferrari 312B3) a 1’01”88
6’ James Hunt (Hesketh 308C-Cosworth) a 1’05”12
7’ Mario Andretti (Parnelli VPJ4-Cosworth) a 1’06”81
8’ Carlos Reutemann (Brabham BT44-Cosworth) a 1’39”62
9’ Jacky Ickx (Lotus 72E-Cosworth) a 1’51”84
10’ John Watson (Surtees TS16-Cosworth) a 2’29”60
11’ Jacques Laffite (Williams FW01-Cosworth) a 1 giro
12’ Graham Hill (Embassy T370-Cosworth) a 1 giro
13’ Wilson Fittipaldi (Copersucar FD02-Cosworth) a 1 giro
14’ Rolf Stommelen (Embassy T370-Cosworth) a 1 giro
15’ Ronnie Peterson (Lotus 72E-Cosworth) a 2 giri


Giro più veloce: il 10’ di Jean Pierre Jarier (Shadow DN5-Cosworth) in 2’34”16 media 185,88 Km/h

CLASSIFICA MONDIALE: Fittipaldi 15 punti, Pace 9, Hunt 7, Regazzoni 6.

CLASSIFICA COSTRUTTORI: McLaren 15, Brabham 13, Hesketh 7, Ferrari 6.
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